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Coppa Italia: Napoli, Milan e Siena ai quarti di finale

Formazioni Coppa Italia: Napoli-Atalanta, Milan-Spezia e Catania-Siena. Mauro Tassotti nella foto LaPresse

Formazioni Coppa Italia: Napoli-Atalanta, Milan-Spezia e Catania-Siena.
Mauro Tassotti nella foto LaPresse

ROMA –   Coppa Italia:  Napoli, Milan e Siena ai quarti di finale. 

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Napoli-Atalanta 3-1, gol: De Luca 13′, Callejon 14′, Insigne 72′ e Callejon 80′    

Trascinato da una doppietta di Callejon, il Napoli supera lo scoglio Atalanta al San Paolo e si ‘regala’ nei quarti di finale la Lazio. I partenopei chiudono sul 3-1, ma devono sudare per imporsi in un match equilibrato per larghi tratti e superare un avversario capace nel primo tempo di passare in vantaggio con De Luca. Decisivo, per il successo in rimonta degli uomini di Benitez, il contestato gol di Insigne nella ripresa. Benitez tiene inizialmente il rientrante Hamsik a riposo e schiera un 4-2-3-1 con Zapata unica punta, supportato dal trio Insigne, Pandev e Callejon. De Luca e Livaja sono il duo d’attacco di Colantuono che ridisegna la sua squadra con il turnover.

Il primo squillo è dell’Atalanta, pericolosa con un gran destro da fuori area di Livaja: Rafael respinge di pugno. E’ il preludio alla rete degli orobici, che si concretizza un minuto dopo: sugli sviluppi di un contropiede perfetto, Livaja scatta a sinistra e mette in area per il tap in vincente di De Luca (13′). Ma il vantaggio dura lo spazio di tre minuti: tanto basta al Napoli per trovare il pareggio con un bellissimo gol di Callejon, che devia al volo il cross di Reveillere fulminando di diagonale Polito. La gara resta equilibrata ma viva e alla mezz’ora Britos rischia l’autorete sul traversone di Giorgi nel tentativo di anticipare De Luca. L’Atalanta mostra lucidità e concentrazione, mettendo a dura prova la squadra di Benitez. Nel finale di tempo, i nerazzurri rischiano su un traversone di Maggio ma salva tutto Yepes. Nella ripresa Benitez gioca la carta Hamsik. Lo slovacco, al rientro dopo più di 50 giorni di assenza, rileva Pandev. A centrocampo regna un po’ di confusione, il Napoli prova ad emergere con una punizione di Insigne che timbra da 25 metri la traversa. Ancora pericolosi i partenopei con un traversone di Callejon sul quale Benalouane devia sul fondo rischiando l’autorete.

Nuove forze fresche nell’attacco azzurro con l’inserimento di Higuain. E un minuto dopo il Napoli passa in vantaggio. Sul lancio a servire il ‘Pepita’, con difesa atalantina ferma, la palla rimbalza sul Delgrosso che ‘serve’ senza volerlo Insigne il cui rasoterra non lascia campo a Polito (27′). Feroci le proteste nerazzurre che chiedono l’annullamento del gol per fuorigioco, a farne le spese è Yepes espulso da De Marco. Con un uomo in più, strada ora in discesa per i partenopei, che sfiorano il tris con Hamsik su cross di Insigne. A chiudere definitivamente la contesa è Callejon, che servito in verticale da Inler (34′) sorprende Del Grosso e realizza la doppietta personale. Nel finale il Napoli rischia anche il poker con una girata di Higuain, ma la palla termina sul fondo. A Benitez va benissimo così. Il 29 gennaio, sarà sfida contro la Lazio.

formazioni ufficiali .

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Britos, Reveillere; Inler, Radosevic; Insigne, Pandev, Callejón; Duvan.
A disp.: Reina, Colombo, Uvini, Fernandez, Dzemaili, Armero, Mertens, Hamsik, Higuain.
All.: Benitez

ATALANTA (4-4-2): Polito; Nica, Yepes, Benalouane, Del Grosso; Giorgi, Baselli, Cazzola, Kone; De Luca, Livaja

A disp: Frezzolini, Stendardo, Brivio, Lucchini, Cigarini, Migliaccio, Bonaventura, Moralez, Brienza, Marilungo.
All.: Colantuono

MILAN-SPEZIA 3-1, gol: Robinho 28′, Pazzini 30′, Honda 46′ e Ferrari 90′     

Clarence Seedorf sbarca a Milano, mentre a San Siro i rossoneri ritrovano la vittoria (3-1) contro uno Spezia agguerrito e sospinto dai circa settemila tifosi al seguito.

Il Milan – con Mauro Tassotti in panchina – accede così ai quarti di finale di Coppa Italia (il 22 gennaio riceverà l’Udinese) in una stagione avara di successi almeno in campionato.

Dopo il poker di Berardi, il devastante ko con il Sassuolo, l’addio amaro di Allegri, il Milan cerca vittorie e stabilita’, soprattutto punta a girare pagina e a scrivere una nuova storia. Non c’e’ Balotelli ma ci sono Honda, Rami e Pazzini che partono titolari: la squadra vuole fare bene in attesa che Seedorf prenda posto sulla panchina rossonera, gia’ domenica prossima nella sfida casalinga contro il Verona.

Lo Spezia parte bene ma – come riconosce Davis Mangia (squalificato e dunque assente sulla panchina affidata a Paolo Cozzi) – la differenza tecnica e’ tanta, troppa. La partita si sblocca al 28′ grazie a un bel colpo di testa di Robinho che sfrutta al meglio un preciso traversone di Pazzini. Quattro minuti e il bomber – su assist di Poli – segna in acrobazia il gol del raddoppio. Esplode la gioia di Pazzini in una serata davvero speciale. Il secondo tempo e’ ancora nel segno del Milan che fa tris con Honda al 2′: tutto facile per il giapponese che spinge la palla in rete dopo un gran tiro di Montolivo non trattenuto dal portiere Leali.

Lo Spezia onora la partita, lotta ed e’ davvero pericoloso in un paio di occasioni. Accusa pero’ la terza rete con il Milan che gestisce il risultato e cerca di risparmiarsi in vista del campionato. Si rilassa Tassotti, all’inizio molto teso. La squadra e’ reattiva, gioca un buon calcio, i nuovi innesti lasciano ben sperare. Allo scadere il gol della bandiera di Ferrari manda in visibilio gli euforici tifosi spezzini. Un passo e’ stato fatto. Il difficile deve venire.

Il lavoro di Seedorf non sara’ semplice ma lui vuole rimboccarsi le maniche e aprire un nuovo ciclo di vittorie per un Milan in crisi. L’olandese arriva a San Siro a meta’ del secondo tempo, riceve gli applausi della tribuna, abbraccia Galliani e si gode la vittoria. La sua avventura sta per iniziare.

MILAN: Abbiati; Zaccardo, Rami, Mexes, De Sciglio; Poli, Montolivo, Cristante; Honda, Robinho; Pazzini. A disp.: Amelia, Gabriel, Birsa, Zapata, Kakà, Nocerino, Bonera, Silvestre, Emanuelson, Petagna. All.: Tassotti.

SPEZIA: Leali; Baldanzeddu, Bianchetti, Lisuzzo, Migliore; Bovo, Seymour; Schiattarella, Catellani, Rivas; Ferrari. A disp.: Vozar, Valentini, Ceccarelli, Ashong, Magnusson, Ciurria, Culina, Klapan, Borghese, Galelli, Orsic, Passamonti. All.: Cozzi.

CATANIA-SIENA 1-4, gol: Leto 4′, Paolucci 23′, Valiani 59′, Pulzetti 91′ e Rosseti 93′   

Umiliato. Il Catania tocca il punto più basso della sua sin qui disgraziata stagione facendosi travolgere dal Siena negli ottavi di Coppa Italia.

Il 4-1 con il quale i bianconeri si guadagnano il pass per il derby nei quarti con la Fiorentina mette a serio rischio la panchina di De Canio e fa scoppiare la dura contestazione dei tifosi all’indirizzo di tecnico, giocatori e società. I senesi giocano in B, ma la squadra di categoria inferiore sembra quella di casa. I rossazzurri si presentano in campo in formazione totalmente rivoluzionata dal turnover:

De Canio fa debuttare il nuovo acquisto Rinaudo, ripesca Andujar, Monzon e Maxi Lopez e rispetto all’undici proposto domenica a Bergamo schiera dal 1′ solo Peruzzi e Lodi, squalificati per il prossimo incontro in campionato con i viola. Un rimescolamento di carte che produce ulteriore spaesamento in un gruppo già in grave difficoltà.

Il violento sinistro dal limite di Leto, lesto a raccogliere una respinta della barriera su punizione di Lodi, sblocca il risultato dopo soli 4 minuti, ma è assolutamente illusorio. La partita la fa il Siena, che pareggia a metà del primo tempo con l’ex di turno Paolucci, autore di un comodo tocco a centro area su traversone basso di Angelo corretto da Andujar.

Il Catania è in chiaro affanno, non sfrutta un paio di occasioni con Rinaudo e Leto e subisce la maggiore intensità senese. De Canio prova a cambiare qualcosa nella ripresa rimpiazzando Monzon, un corpo estraneo alla squadra per 45′, con il più vivace Keko, ma la storia non cambia facendo scoppiare la contestazione nelle curve.

Il Siena ne approfitta e passa con un colpo di testa di Valiani su cross di Rosina. Confusa e inefficace la reazione etnea. Farelli si oppone ai tentativi di Leto, Legrottaglie, Capuano e Lodi e se la cava con l’aiuto del palo anche sul rasoterra di Keko. Nel finale, gli ospiti infieriscono:

Pulzetti percorre metà campo palla al piede senza che nessuno lo contrasti prima di battere l’impassibile Andujar con un destro dal limite; infine Rossetti firma il poker a tempo scaduto con una girata sul primo palo su assist di Pulzetti. Il Siena esce tra gli applausi dei tifosi catanesi, il Catania è nella bufera. E De Canio rischia l’esonero.

CATANIA (4-3-3): Andujar, Peruzzi, Legrottaglie, Gyomber, Capuano, Guarente, Lodi, Rinaudo, Leto, Maxi Lopez, Monzon. All. De Canio.
SIENA (4-4-2): Farelli; Dellafiore, Giacomazzi, Matheu, Angelo; Schiavone, Valiani, Feddal, Rosina; Paolucci, Giannetti. All.: Beretta.
ARBITRO: Peruzzo di Schio.

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