Mario Balotelli: “Mario chiede scusa ma non ha ammazzato nessuno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2013 18:20 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2013 18:29
Mario Balotelli: "Mario chiede scusa ma non ha ammazzato nessuno"

Balotelli protesta con l’arbitro Banti al termine di Milan-Napoli: sarà espulso e squalificato tre giornate (LaPresse)

MILANO, 26 SET – Mario Balotelli parla in terza persona, come Giulio Cesare (o Ravanelli): “Mario ha sbagliato, chiede scusa ma non ha ammazzata nessuno”

“Chiedo scusa. Mi dispiace per i compagni, per i tifosi e per la società. Mi scuso con l’arbitro, non dovevo dirgli quelle cose”. Così Balotelli a Sky sulla reazione alla fine di Milan-Napoli contro l’arbitro Banti che gli è costata 3 turni di stop. ”Mario ha sbagliato – ha aggiunto parlando in terza persona – È stato provocato e ha sbagliato a reagire. Ma non ha ammazzato nessuno”.

“Mi dispiace soprattutto per i miei compagni che ho lasciato soli. Sono loro che si allenano con me e fanno fatica con me e quindi sono dispiaciuto per loro, per i tifosi e la società. Mi scuso anche con l’arbitro”.

Scuse allargate anche a Prandelli? ”Io ho fatto un errore – ripete Balotelli – mi sono lasciato andare dopo una provocazione”.

Quindi il gran finale in terza e prima persona: “Mario ha sbagliato, però ora non è che devo chiedere scusa a tutti quanti perché non ho ammazzato nessuno”.

Il primo a parlare era stato il suo agente Mino Raiola, all’anagrafe Carmine Raiola, nato 46 anni fa a Nocera Inferiore.

Balotelli ”ha chiesto scusa perché sa di aver deluso i suoi compagni, i tifosi e la società. ‘Le scuse le ha volute fare Mario – ha spiegato Raiola intervistato da Milan Channel – vengono dal suo cuore, nessuno lo ha obbligato anche perché se lui non vuole fare una cosa non la fa”: ha fatto sapere da Raiola da Milanello, dove l’attaccante ha fatto mea culpa per la sceneggiata di domenica con l’arbitro Banti, che è costata 3 turni di stop.

Anche il tecnico Massimiliano Allegri aveva sgridato pubblicamente il ventitreenne attaccante, “perché non è più un bambino e deve aiutare gli arbitri ad aiutarlo”.