Milan, caparra cinese in ritardo: problemi tecnici e “di fuso orario”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 dicembre 2016 20:28 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2016 20:28
Milan, caparra cinese in ritardo: problemi tecnici e "di fuso orario"

Milan, caparra cinese in ritardo: problemi tecnici e “di fuso orario” (Foto Ansa)

MILANO –  Ancora ritardi nella lunga trattativa per la cessione del Milan alla cordata cinese guidata da Sino-Europe Sports. L’ultimo slittamento riguarda la seconda caparra da 100 milioni di euro per prorogare al 3 marzo il closing per l’acquisto del club, in attesa delle autorizzazioni del governo di Pechino al trasferimento dei capitali: i cinesi dovevano pagarli entro il 12 dicembre a Fininvest, invece la somma dovrebbe risultare accreditata solo la mattina di domani, 13 dicembre, sui conti della holding della famiglia Berlusconi.

Secondo quanto filtra da fonti vicine alla trattativa, ci sono stati solo problemi tecnici nel trasferimento dei fondi, legati anche alla differenza di fuso orario. Il venditore (che da domani dovrebbe ritrovarsi in cassa oltre un terzo dei 520 milioni pattuiti) e gli acquirenti restano convinti dell’epilogo positivo della complessa trattativa, che è iniziata ad aprile e ha visto cambiare in corsa più volte i nomi degli investitori, le quote in ballo (70%, 80%, infine l’intero pacchetto azionario) e le tempistiche (l’unica scadenza rispettata dai cinesi è il saldo della prima caparra da 100 milioni di euro).

L’ennesimo ritardo, però, fa aumentare le perplessità, se non sul closing, almeno su ciò che avverrà dopo la firma del passaggio di proprietà. Anche per il taglio finanziario che potrebbe prendere l’operazione visti i soggetti coinvolti. Oltre ai due nomi noti, Yonghong Li e il fondo Haixia, del consorzio farebbero parte anche la Huarong International, la Industrial Bank, la Bank of Guangzhou, la China Zheshang Bank ma è ancora da capire quale ruolo reciterebbero questi istituti finanziari e quale sia la loro strategia.

Intanto domani mattina a Casa Milan si svolgerà comunque l‘assemblea dei soci, convocata un mese fa nell’ottica del closing: non verranno prese delibere sull’ordine del giorno (i vertici del club restano immutati) ma i piccoli azionisti molto probabilmente sfrutteranno l’occasione per sollevare dubbi e critiche alla gestione della trattativa.

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