Milan rischia: ancora cori razzisti contro Napoli a San Siro

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 settembre 2013 23:05 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2013 23:07
Milan rischia: ancora cori razzisti contro Napoli a San Siro (nella foto LaPresse la curva chiusa)

Milan rischia: ancora cori razzisti contro Napoli a San Siro (nella foto LaPresse la curva chiusa)

MILANO – La chiusura della Curva del Milan non ha messo fine ai cori razzisti anti-napoletani. Sei giorni dopo l’episodio incriminato nella partita con il Napoli, se ne sono sentiti fuori e dentro da San Siro, prima e durante la sfida contro la Sampdoria.

E ora fa temere una punizione più grave, una gara a porte chiuse, quel ‘Noi non siamo napoletani’ scandito a inizio partita due volte dai tifosi del primo anello blu, il settore sotto quello occupato di consueto dalla Curva Sud, deserta per decisione del giudice sportivo. Praticamente da ogni lato dello stadio sono arrivati invece i fischi all’annuncio dello speaker che ricordava il divieto di ogni forma di discriminazione razziale, religiosa e territoriale.

Ancora una volta, all’inizio della prossima settimana si attenderanno le decisioni del giudice sportivo non solo per conoscere le squalifiche dei calciatori, ma anche per verificare se ci sono stati gli estremi per applicare la linea dura della Federcalcio contro razzismo e discriminazioni. Come è accaduto a Roma, Lazio e Inter, il Milan ha pagato con la chiusura del secondo anello blu (la curva) il comportamento della frangia più calda della tifoseria.

E ora, in quanto recidivo, rischia la chiusura di un altro settore o dell’intero stadio. Prima del fischio iniziale dell’arbitro, fuori da San Siro circa trecento tifosi della Curva Sud hanno protestato contro la decisione del giudice sportivo con bandiere, fumogeni, bombe carta, l’intero repertorio di cori da ultrà contro i napoletani, incluso quello sul Vesuvio che deve ”bruciarli tutti”, e uno striscione con scritto: ‘La chiusura del settore non cancella l’odore: Napoli merda’.

Controllati dalle forze dell’ordine, gli ultrà (a cui i Milan Club hanno dimostrato solidarietà non esponendo i propri striscioni sugli spalti) hanno manifestato per circa un’ora e mezza, fino all’inizio della partita.

E in un volantino hanno attaccato i ”burocrati” del calcio e ”l’infimo giochetto: niente voce, niente cori, multe sugli striscioni, squalifiche del tutto ‘arbitrarie’, tutto sempre e solo per far pagare le società e creare disagio ai tifosi. Oggi è la Curva Sud a pagare domani sarà tutto lo stadio”.