Milano-Sanremo 2018, Vincenzo Nibali in trionfo: primo italiano dopo 12 anni FOTO-VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 marzo 2018 18:05 | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2018 11:36
Milano-Sanremo 2018, Vincenzo Nibali in trionfo: primo italiano dopo 12 anni

Milano-Sanremo 2018, Vincenzo Nibali in trionfo: primo italiano dopo 12 anni (Ansa)

MILANO – Vincenzo Nibali ha vinto la 109/a edizione della Milano-Sanremo di ciclismo, la classicissima di primavera lunga 294 chilometri.

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Vincenzo Nibali, che gareggia con la maglia del team Bahrain-Merida, ha preceduto di pochi metri l’australiano Caleb Ewan, secondo; il francese Arnaud Demare, terzo; il norvegese Alexander Kristoff, quarto; il belga Jurgen Roelandts, quinto. Il campione del mondo Peter Sagan si è piazzato al sesto posto. Dal 2006 un italiano non vinceva una Milano-Sanremo, l’ultimo era stato Filippo Pozzato.

Vincenzo Nibali non poteva nemmeno sognarsi di mettere le mani (anche) sulla Milano-Sanremo, per entrare definitivamente nella storia dello sport e rompere un imbarazzante digiuno italiano che durava dal 2006, ossia dal giorno del successo di Filippo Pozzato. Nibali non aveva preparato la grande impresa, ma in cuor suo pensava di poterla realizzare, “perché stavo bene e perché avevo chiuso la Tirreno-Adriatico in crescendo”.

Nibali non ha vinto solo con le gambe, ma anche con la testa, approfittando di un ‘vuoto di potere’ che si è creato fra le salite del Berta e del Poggio, dove magari la Sanremo si può non vincere, ma certamente si può perdere. E’ stato lì, a una quindicina di chilometri dall’arrivo, che lo ‘Squalo dello Stretto’ ha intravisto una possibilità di far sua la classica monumento di primavera, proprio lui che nasce come specialista di corse a tappe, ma da qualche anno ha cominciato a imparare a confezionare trionfi al Giro di Lombardia, consumati nel 2015 e l’anno scorso.

Nibali ha perfezionato il proprio capolavoro tecnico-tattico sul Poggio, dopo essere apparso molto pimpante sul Berta. Lo ‘Squalo’ ha ‘azzannato’ a tutta le prime rampe dell’ultima ascesa – che Torriani introdusse per arginare lo strapotere dei corridori stranieri e creare maggiore equilibrio – dopo l’allungo di Drucker della Bmc.

Il gruppo è tirato da Mohoric, Nibali sta a ruota e, quando viene ripreso Drucker, è la volta di Neilands che scatta con Nibali a ruota. Spilak e Battaglin escono dal gruppo, ma è solo un’illusione. In testa rimane solo il siciliano Nibali che sembra avere una marcia in più e guadagna una quindicina di secondi. Senza voltarsi, come egli stesso ammette dopo il trionfale arrivo in via Roma, resta a galla e resiste anche all’attacco di Trentin che, a un chilometro dalla fine, molla e si risiede. Il ritorno del gruppo è tardivo, perché manca l’accordo e Vincenzo va a prendersi forse la vittoria più bella.

“E dire – confessa – che dovevo lavorare per il mio compagno Colbrelli, più veloce di me”. Una vittoria d’altri tempi, la sua, entusiasmante, al termine di una estenuante maratona lunga 294 chilometri, moltissimi dei quali percorsi sotto il diluvio. Nibali ha vinto da campione, con la classe e il senso della corsa che lo contraddistinguono, battendo una concorrenza assai agguerrita, capeggiata dal polacco Michal Kwiatkowski, recente vincitore della Tirreno-Adriatico e che contava anche sull’appoggio dello squadrone Sky, ma soprattutto dallo slovacco tricampione iridato su strada Peter Sagan, che mai finora è riuscito a trionfare sulla Riviera dei fiori.

Da solo Nibali ha sconfitto tutti, pedalando controvento anche contro la diffidenza che lo accompagnava. Chi pensava non avesse più lo spunto di una volta, o la tenuta che gli ha permesso di vincere il Giro d’Italia (due volte), il Tour e la
Vuelta, è servito.

Le emozioni di Vincenzo Nibali

“Non lo so nemmeno io cosa ho fatto, oggi correvamo per Sonny Colbrelli. Io dovevo seguire, ho visto il vuoto e ho accelerato, ho visto subito che avevo 20” di vantaggio e non mi sono mai più girato girato. Ho proseguito fino alla fine e, solo a 50 metri dal traguardo, mi sono goduto questa vittoria”.

Così Vincenzo Nibali, ai microfoni della Rai, dopo il trionfo nella Milano-Sanremo. “Non pensavo di vincere, perché non ero velocissimo – aggiunge -. Penso di avere fatto qualcosa per la storia, me la gusterò piano piano”.

Foto Ansa, video Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev.