Moggi: “Sarri? Juventus fai parlare altri dopo le partite…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Febbraio 2020 17:14 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2020 17:14
Moggi: "Sarri? Juventus fai parlare altri dopo le partite..."

Luciano Moggi dà un consiglio alla Juventus: “Sarri non deve parlare dopo le partite perché lo incastrano e gli fanno dire cose sbagliate” (foto Ansa)

TORINO – Luciano Moggi, ex dirigente sportivo della Juventus, è stato intervistato da Radio Bianconera, nel corso di ‘Cose di Calcio’, per fare il punto della situazione sui campioni d’Italia in carica. Le dichiarazioni di Luciano Moggi sono riportate da tuttojuve.com in un articolo a firma di Alessandra Stefanelli.

Juventus, Moggi: “Sarri non dovrebbe parlare perché spesso lo incastrano e dice cose sbagliate…”.

“Questo è importantissimo perché Sarri deve sentire la vicinanza della società, è il nostro allenatore e come tale va supportato. Però magari dopo le partite dovrebbero far parlare qualcun altro perché spesso lo incastrano e gli fanno dire cose che non dovrebbe, l’ultima a Verona e non parliamo del dopo Napoli.

Noi siamo 11 milioni di tifosi che vogliamo vedere la Juventus vincere, chiaro che non si può vincere sempre, si può perdere anche un campionato, bisogna perderlo però con dignità e non con certe dichiarazioni dell’allenatore.

Sarri? Va difeso per le dichiarazioni che fa nel dopo partita, ha detto che i risultati non sono mai scontati, ciò significa che la Juventus a volte va in campo con troppa leggerezza e questo non va bene. Colpa dei giocatori? No, i giocatori li manda in campo l’allenatore.

La nostra rivale, l’Inter, prende due gol per colpa del portiere, poi torna in campo come se nulla fosse successo e e ne fa quattro al Milan, questa è la forza interiore di soggetti che si sentono padroni di se stessi, si sentono forti e questo è merito dell’allenatore.

Noi veniamo raggiunti e battuti da squadre molto meno forti di noi e questa è sicuramente colpa dell’allenatore. Nonostante si utilizzino più attaccanti, si segna meno. E poi si subisce di più perché si fanno le marcature a zona”.