Mondiali Brasile 2014, rischio febbre Dengue

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Maggio 2014 - 10:55 OLTRE 6 MESI FA
Mondiali Brasile 2014, rischio febbre Dengue

Mondiali Brasile 2014, rischio febbre Dengue

ROMA – La ‘febbre dei mondiali’ potrebbe causare un rischio di febbre Dengue tra gli appassionati di calcio che voleranno in Brasile per tifare la loro nazionale. Infatti in uno studio su The Lancet Infectious Diseases è stato calcolato il rischio di focolai di infezione di Dengue nelle 12 città che ospiteranno la coppa del mondo.

Brasília, Cuiabá, Curitiba, Porto Alegre, San Paolo sono risultate a basso rischio. Un qualche rischio di infezione superiore ai livelli medi si registra a Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Salvador Manaus. Infine le tre città col rischio maggiore sono risultate Natal, Fortaleza, Recife. La febbre Dengue è una malattia virale, il cui agente infettivo è veicolato dal pizzico di certe zanzare. Il Brasile negli ultimi dieci anni è stato il paese con più casi di infezione al mondo (7 milioni circa).

L’allarme Dengue in occasione dei prossimi mondiali ha conquistato l’interesse della stampa ma le stime diffuse finora sono poco attendibili, sostiene l’autore del lavoro sulla rivista edita da Lancet, Rachel Lowe dell’Istituto Catalano di Scienze Climatiche a Barcellona. Questo è il primo studio che si basa su tutta una serie di parametri che possono influenzare la trasmissione del virus e fare la differenza nella formazione di focolai di infezione ampi.

Gli esperti hanno usato un modello matematico e incrociato dati climatici (su precipitazioni, temperatura e altri parametri che influenzano la circolazione della zanzare vettore) con altri parametri (demografici ad esempio). Ed è emerso che le tre città col rischio maggiore sono Natal, Fortaleza, Recife. È molto utile in vista di un evento globale così sentito disporre di un sistema che in tempo reale ti permetta di fare previsioni sulla circolazione del virus, del vettore e sul rischio focolai abbastanza ampi da determinare la possibilità, da parte dei tifosi che tornano al proprio paese d’origine, di riportare a casa il virus.