Mondiali, Brasile-Costa d’Avorio 3-1: Luis Fabiano show, Kakà espulso

Pubblicato il 20 giugno 2010 20:17 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2012 10:40

Mondiali, Brasile-Costa d’Avorio 3-1: Luis Fabiano 26′ e 51′, Elano 63′, Drogba 80′.

Partita terminata: Brasile vince 3-1 e si porta a 6 punti in classifica. Rimane a 1 punto la Costa d’Avorio. Bellissima partita.

86′ Brutto epilogo della partita con rissa tra brasiliani e ivoriani. Kakà e Robinho contro Toure e Drogba: questi i duelli più caldi. Ed infatti ecco il cartellino rosso per il giocatore del Real Madrid. Kakà salterà la prossima partita.

80′ Drogba fredda di testa Julio Cesar. Ora siamo sul 3-1 per il Brasile. Costa d’Avorio accorcia le distanze. Finale di fuoco.

63′ Brasile spietato. Grande assist di Kakà ed Elano realizza la terza rete verdeoro.

60′ Gervinho mette in grave imbarazzo la difesa del Brasile. Ottima la sua percussione centrale.

51′ Luis Fabiano evita Zokora e Kolo Toure per poi depositare alle spalle di Barry. Un gol formidabile.

46′ Inizio secondo tempo. La Costa d’Avorio all’attacco in cerca di un prezioso pareggio.

45′ Fine primo tempo: Brasile-Costa d’Avorio 1-0.

42′ Sterile tentativo da parte della Costa d’Avorio di portarsi in avanti. Esce bene Julio Cesar.

30′ Ammonito Tiene per un’entrataccia sul centrocampista brasiliano Elano.

26′ Grande azione del Brasile: tacco di Robinho, assist di Kakà e gol di Luis Fabiano. Brasile-Costa d’Avorio 1-0

25′ Barry esce  bene su Maicon.

20′ Doppia conclusione Kakà-Gilberto Silva. Brasile in pressing e Costa d’Avorio sulla difensiva. Siamo ancora sullo 0-0.

12′ Spiovente da parte di Ebou: comoda uscita da parte del portiere Julio Cesar.

10′ Pronta risposta di Drogba che con una conclusione potente impegna Julio Cesar.

4′ Gran botta di Robinho palla sul fondo di pochissimo.

Probabili formazioni di Brasile-Costa D’Avorio. Brasile (4-3-3): 1 Julio Cesar; 2 Maicon, 3 Lucio, 4 Juan, 6 Bastos; 7 Elano, 8 Gilberto Silva, 5 Felipe Melo; 10 Kaka, 11 Robinho, 9 Luis Fabiano. (12 Gomes, 13 Dani Alves, 14 luisao, 15 Thiago Silva, 16 Gilberto, 17 Josue, 18 Ramires, 19 Julio Baptista, 20 Kleberson, 21 Nilmar, 22 Doni, 23 Grafite). All. Carlos Dunga. Costa d’Avorio (4-3-3): 1 Barry; 20 Demel, 4 K. Touré, 5 Zokora, 17 Tiené; 21 Eboué, 19 Y. Touré, 9 Tioté; 10 Gervinho, 11 Drogba, 8 Kalou. (22 Bamba, 23 Yeboah, 16 Zogbo, 3 Boka, 2 Angoua, 6 Gohouri, 12 Gosso, 18 Keita, 14 Kone, 13 Romaric, 15 Dindane, 7 Doumbia). All.:Sven Goran Eriksson. Arbitro: M. Lannoy (Fra). Quote Snai: 1,63; 3,45; 6,00.

Da una parte parole al miele, dall’altra è guerra psicologica. Brasile-Costa d’Avorio, Seleçao contro Selephanto, comincia così, con Sven Goran Eriksson che ricorda i tempi in cui allenava Dunga alla Fiorentina (“ho avuto anche Falcao, alla Roma, e Dunga non aveva niente da invidiargli, il loro valore era alla pari. E già allora si capiva che sarebbe diventato un buon allenatore”), e lo staff tecnico e medico della Seleçao che risponde con una protesta presso la Fifa riguardante la protezione al braccio utilizzata da Didier Drogba: conterrebbe delle parti in metallo che potrebbero mettere a rischio, sostiene il medico dei brasiliani José Luiz Runco, “l’integrità fisica di tutti gli altri giocatori”. In realtà in questa sfida l’avversario più difficile per tutte e due rischia di essere il gelo, visto che alle 20.30 di domani a Johannesburg è prevista una temperatura di -3 gradi. Urge quindi correre ai ripari, il Brasile lo sta già facendo con guanti, calzamaglie e pomate riscaldanti e anche gli Elefanti cercano di prendere contromisure adeguate, che però vanno contro la loro natura di gente che ama stare al caldo. In palio ci sarà un posto negli ottavi, perché vincendo questo Brasile che per ora non dà spettacolo passerebbe già nella fase successiva. Dunga ha recuperato Gilberto Silva, che aveva preso una brutta botta in allenamento, e pensa di schierare la stessa formazione che ha affrontato la Corea del Nord, con Kakà dall’inizio. “Poi capiremo dall’intensità della partita se è in grado di fare i 90 minuti”, sottolinea il tecnico. “Chi gioca non ve lo dico – continua Dunga -: lo scoprirete solo quando entreremo in campo per la partita”. Su che tipo di match sarà il ct del Brasile ha le idee chiare: “difficile dal punto di vista fisico, perché loro sono molto potenti – dice – e possono metterci in difficoltà sulle palle alte. Rispetto alla Corea del Nord sarà tutto differente, perché quella era una squadra molto chiusa, mentre gli ivoriani sono un po’ come noi, ed amano venire avanti. Con Eriksson hanno migliorato la loro organizzazione tattica. Se si vedrà spettacolo? Noi siamo capaci di darlo, ma l’importante è la disposizione sul campo. Nel basket le marcature sono fondamentali, e nel calcio più o meno è lo stesso. La differenza la faranno le qualità tecniche e la creatività dei singoli giocatori”. Il tecnico punta molto sul capitano Lucio, capace di annullare Drogba già nella sfida di Champions fra Inter e Chelsea, mentre Julio Cesar spera che Kalou non ripeta la prodezza, leggi gol, di cui fu protagonista a S. Siro. “Vi garantisco che non partiamo battuti – dice da parte africana Kolo Touré -. Se ottenessimo un risultato positivo in Costa d’Avorio la gente festeggerebbe per giorni. Nel mio paese per molti la vita non è facile, così cercheremo di dare al nostro popolo un motivo per sorridere”. Dunga, che di suo già ride poco, faccia quindi attenzione alla carica speciale degli Elefanti.

Quello di domani tra Brasile e Costa d’Avorio è il primo match in assoluto tra le nazionali maggiori dei due paesi. – Nelle seconde giornate della fase a gironi, il Brasile, ha giocato per 16 volte su 18 (nelle edizioni 1934 e 1938 c’era l’eliminazione diretta). Il bilancio è di 9 vittorie (4-0 sulla Bolivia nel 1930; 1-0 sull’Inghilterra nel 1970; 4-1 sulla Scozia nel 1982; 1-0 sull’Algeria nel 1986; 1-0 su Costarica nel 1990; 3-0 sul Camerun nel 1994; 3-0 sul Marocco nel 1998; 4-0 sulla Cina nel 2002; 2-0 sull’Australia nel 2006); 6 pareggi (2-2 contro la Svizzera nel 1950; 1-1 contro la Jugoslavia nel 1954 dopo tempi supplementari; 0-0 contro l’ Inghilterra nel 1958; 0-0 contro la Cecoslovacchia nel 1962; 0-0 contro la Scozia nel 1974; 0-0 contro la Spagna nel 1978), ed una sola sconfitta (1-3 dall’Ungheria nel 1966). In questo tipo di partita la Selecao è reduce da 7 vittorie consecutive. – Sesto confronto nella storia dei Mondiali fra Brasile e selezioni africane: finora i verde-oro hanno sempre battuto le formazioni del cosiddetto ‘continente nero’. I precedenti sono datati 1974 (3-0 sullo Zaire), 1986 (1-0 sull’Algeria), 1994 (3-0 sul Camerun), 1998 (3-0 sul Marocco) e 2006 (3-0 al Ghana). In queste 5 gare – le prime 4 nella fase a gironi, l’ultima agli ottavi di finale – la porta brasiliana è sempre rimasta inviolata. – Nella seconda giornata della fase a gironi del Mondiale cui ha preso parte, la formazione della Costa d’Avorio ha perduto 1-2 dall’Olanda. – Dopo le prime gare di Sudafrica 2010, nei 20 precedenti ai Mondiali tra squadre sudamericane ed africane, il bilancio è decisamente a favore del calcio latino che vanta – a proprio favore – 13 vittorie contro le 3 africane. Lo score è completato da 4 pareggi. L’ultimo successo africano risale ad Italia ’90, quando il Camerun si impose 2-1 sulla Colombia dopo tempi supplementari, agli ottavi di finale. Da allora, alle fasi finali dei Mondiali squadre di questi due continenti si erano ritrovate 13 volte, con bilancio di 10 successi sudamericani e 3 pareggi. Nella fase a gironi di Sudafrica 2010 saranno tre le gare in programma tra nazionali di questi due continenti: l’ultima è quella di domani dopo Argentina-Nigeria 1-0 del 12 giugno ed Uruguay-Sudafrica 3-0 del 16 giugno. – Il Brasile non pareggia ai Mondiali dal 7 luglio 1998, 1-1 contro l’Olanda dopo tempi supplementari. I carioca superarono il turno ai rigori 4-2 nella semifinale di Francia ’98. Nei seguenti 14 incontri iridati il Brasile ha vinto 12 volte e perso 2, in entrambi i casi dalla Francia, 0-3 nella finalissima del 1998 e 0-1 nei quarti di finale di Germania 2006. – Dunga, attuale C.T. del Brasile, e’ sempre presente quando la sua nazionale gioca ai Mondiali il 20 giugno. Nel 1990 e 1994 era in campo da giocatore (90′ interi nel primo caso, 85′ con sostituzione nel secondo), oggi lo sarà da Ct della Selecao. Eriksson fa invece il bis, essendo stato in panchina quattro anni fa contro la Svezia, nel 2-2 che la ‘sua’ Inghilterra, di cui era all’epoca C.T., strappò faticosamente in un ‘derby’ tutto personale per l’uomo di Torsby. – Sven Goran Eriksson e Carlos Dunga, oggi avversari da allenatori, per un anno sono stati compagni di squadra, lo svedese come allenatore, il brasiliano come giocatore: è successo nella stagione 1988/89 alla Fiorentina, quando il brasiliano collezionò 30 presenze con 3 reti contribuendo a portare i viola in coppa Uefa, grazie allo spareggio post-season vinto a Perugia sulla Roma per 1-0, con rete decisiva di Roberto Pruzzo. – Il 20 giugno 1994 il Brasile fece il suo esordio ai Mondiali statunitensi, regolando 2-0 la Russia con reti di Romario al 26′ e Rai al 53′ su rigore. Fu l’inizio della cavalcata trionfale che portò la Selecao a vincere il suo quarto titolo Mondiale, superando nella finale di Pasadena l’Italia di Sacchi ai rigori: 3-2, dopo che al 90′ e 120′ era stato 0-0. – Sven Goran Eriksson ritrova ai Mondiali, da avversario, per la seconda volta il Brasile: il 21 giugno 2002, la sua Inghilterra venne eliminata ai quarti di finale di Corea/Giappone proprio perdendo 1-2 dalla Selecao. Inglesi avanti con Owen al 23′, pareggio brasiliano di Rivaldo al 45′ e rete decisiva di Ronaldinho al 50′. L’arbitro sarà Stephane Lannoy, nato a Boulogne sur Mer (Francia) il 18 settembre 1969, internazionale dal 2006, di professione fa il direttore alle vendite di un ipermercato. Nel tempo libero ama leggere ed il cinema. E’ alla seconda presenza al Mondiale 2010 dopo Olanda-Danimarca 2-0. All’esordio con selezioni nazionali ivoriane, fa il bis con quelle brasiliane: nelle Olimpiadi 2008 i verde-oro si imposero 5-0 sulla Nuova Zelanda, nella fase a gironi. Arbitri francesi ai Mondiali sono al debutto con la Costa d’Avorio, mentre hanno ben 12 precedenti con il Brasile, con bilancio che vede 10 vittorie verde-oro, 1 pareggio (Brasile-Cecoslovacchia 0-0 nel 1962) ed 1 sconfitta (Brasile-Argentina 0

Lo staff tecnico e medico della nazionale brasiliana ha protestato presso la Fifa a proposito della protezione al braccio (fratturato di recente e sottoposto ad operazione chirurgica) utilizzata in partita ai Mondiali da Didier Drogba. Da parte brasiliana si sostiene che non sarebbe regolare. Lo ha rivelato il medico della Selecao José Luiz Runco, spiegando che “se contiene delle parti metalliche questa protezione non può essere utilizzata, in quanto mette a rischio l’integrità fisica degli altri calciatori. Lo faremo presente alla Fifa in un’apposita riunione”. Domani allo stadio Soccer City è in programma la partita Brasile-Costa d’Avorio, in cui Drogba dovrebbe scendere in campo dall’inizio, secondo quanto ha detto anche ilo suo ct Sven Goran Eriksson. A protestare contro l’utilizzo di questo tipo di protezione da parte di Drogba era stato anche il ct del Portogallo Carlos Queiroz dopo la partita fra la sua squadra e la Costa d’Avorio. Ma il portavoce della Fifa Nicolas Maingot aveva ribadito spiegando che “la decisione finale spetta all’arbitro (e sarà così anche per Brasile-Costa d’Avorio ndr). C’é stata una riunione prima della partita fra gli ivoriani ed i portoghesi, e questi ultimi si erano detti d’accordo sul fatto che Droba potesse usarla in partita”.

“Il Brasile è fortissimo, ma non invincibile, quindi faremo la nostra partita. Tutto sta a non lasciare spazio ai suoi giocatori”. Kolo Touré, ‘jolly’ del Manchester City e pezzo pregiato degli Elefanti che domani a Johannesburg sfideranno i pentacampioni del mondo, carica la squadra di Sven Goran Eriksson spiegando che non si tratta di una sfida impossibile. “Se ottenessimo un risultato positivo – dice l’ivoriano – vi assicuro che la gente nel mio paese non dormirebbe per parecchi giorni, e le persone impazzirebbero di gioia. Per il nostro popolo la vita in Costa d’Avorio non è facile, e quindi sarebbe bello che noi regalassimo un buon motivo per far sorridere le persone”. Poi Touré rivela un desiderio: “sono amico di Gilberto Silva, abbiamo giocato insieme nell’Arsenal. A fine partita lo costringerò a darmi la sua

“Quella contro la Costa d’Avorio sarà la nostra partita più difficile”. Non ha dubbi Julio Baptista, che in vista del match di domenica contro Drogba e soci invita i compagni della Nazionale brasiliana a tenere alta la concentrazione. “Sarà dura per via della forza fisica che hanno – dice ancora il romanista -. E poi giocano tutti in Europa, quindi hanno molta esperienza, e c’é gente fortissima come Kolo Touré, con cui ho giocato, Drogba e Kalou. E’ un ottimo collettivo, ma a nostro vantaggio c’é il fatto che li conosciamo bene, è una squadra che ha anche un grande tecnico come Eriksson, ma per noi ha pochi segreti”. Ma uno con la forza fisica della ‘Bestia’ non farebbe al comodo al Brasile in questa sfida? “Io mi adeguo a ciò che decide il ‘Professore (Dunga, ndr), e nel frattempo mi alleno e cerco di farmi trovare pronto – risponde Julio Baptista -. Il nostro tecnico apprezza chi sfrutta le occasioni che lui ci mette a disposizione. Io penso che molto dipendera’ dall’andamento della partita. Nel mio stesso ruolo c’é Kakà, e io aspetto la mia occasione”.

Didier Drogba potrebbe scendere in campo domenica prossima contro il Brasile dal primo minuto. E’ quanto ha lasciato trapelare il tecnico della Costa d’Avorio Sven Goran Eriksson. “Non sorprendetevi se Drogba giocherà dall’inizio contro il Brasile”, ha detto Eriksson, secondo quanto riferisce la Federcalcio ivoriana. L’allenatore svedese ha aggiunto che l’attaccante “si sta riprendendo bene” dall’infortunio al braccio e la sua presenza in squadra è “fondamentale”.

Quei due compagni assieme ai quali ‘fa la foca’ con il pallone in uno spot trasmesso sui tabelloni degli stadi del Mondiale gli mancano da morire, ma è un tipo di ‘saudade’ che in pubblico Robinho non ammetterà mai di provare. Paulo Henrique Ganso e Neymar sono rimasti in Brasile, costretti al ruolo di giovani grandi talenti del Santos ma non della Selecao: di loro Dunga non vuole saperne. Così di quel trio delle meraviglie dell’ex squadra di Pelé in Sudafrica è andato solo Robinho, ed ora gli tocca adattarsi. Tra i motivi che più fanno arrabbiare la stampa brasiliana e procurarono nuove antipatie a Dunga c’é anche il fatto che il re delle ‘pedalate’, l’attaccante che 16 mesi fa nell’amichevole di Londra fece impazzire l’Italia, adesso è costretto a stare a centrocampo. Dunga glielo chiede, e Robinho si adegua. Del resto con quei piedi che si ritrova può fare tutto: soltanto Mancini a Manchester, nel City, non sembra averlo capito (“ma io ad agosto in Inghilterra potrei tornarci, parlerò con l’allenatore”). Contro la Corea del Nord ha servito ad Elano un assist perfetto per il secondo gol oroverde, però un talento così, nato per stare in attacco (ed è lì che lo vorrebbe Guardiola, se riuscirà a prenderlo, nel Barcellona della prossima stagione), non dovrebbe essere costretto a compiti tattici per i quali in Brasile ci sarebbe abbondanza di talenti, anche se Dunga non se n’é accorto. “Il nostro tecnico mi ha fatto esercitare molto a metà campo – ha spiegato oggi Robinho nel ritiro brasiliano – ed io mi sono adattato, anche perché mi è capitato di dover ricoprire questo ruolo nel Santos. Lì usiamo sempre il tridente, ma se uno arretra questo compito spetta a me. In nazionale di attaccante vero ce n’é uno solo (Luis Fabiano, ndr), però se mi chiedono di stare comunque dietro, io lo faccio. Ma ammetto che mi è dispiaciuto non aver segnato contro la Corea del Nord: all’Ellis Park era presente mio figlio e avrei voluto dedicargli una rete”. Contro Jong Tae-se (al quale a fine partita ha regalato la maglia) e compagni, Robinho, quando è uscito Kakà, è andato a ricoprire la posizione dell’ex milanista, con Nilmar messo dentro a fare la seconda punta. “Per me va bene tutto, ma è meglio non fare a meno di Kakà – è stato il commento di Robinho – perché lui ci serve troppo. E’ un giocatore di peso, e può risolvere una partita in qualsiasi momento”. Anche contro la Costa d’Avorio Robinho si aspetta un avversario molto chiuso. “Contro il Brasile giocano tutti così – dice – e l’ideale sarebbe segnare subito per costringere l’altra squadra a scoprirsi. Ma non sempre ci si riesce, e allora dobbiamo avere pazienza e continuare nel nostro gioco che punta molto sul possesso di palla”. Non lo dice, ma di sicuro se con lui ci fossero quei due, Neymar e Ganso, sarebbe un Brasile alla Santos, e quindi più divertente. Ma a Dunga basta vincere, per lo spettacolo è meglio ripassare più tardi.

RIO DE JANEIRO, 16 giugno 2010 – La vittoria ha permesso alla Seleçao di salvare la faccia, ma inevitabilmente la prestazione sotto tono contro la Corea del Nord è bastata alla stampa brasiliana per tornare all’attacco del c.t. Dunga dopo gli attriti dei giorni scorsi, con tanto di sedute a porte chiuse. E proprio in riferimento a questa scelta del tecnico, O Globo titola “Tanto mistero per questo?”, Mentre il quotidiano Folha de S.Paulo evidenzia: “Grandi gol in una partita fiacca”, spiegando che “il Brasile soffre prima di vincere sulla Corea del Nord all’esordio e anche Dunga ammette che la squadra deve migliorare”.

regalo coreano — Toni simili ma con tutt’altro spirito sulla stampa argentina, che gongola di fronte alla prestazione deludente degli eterni rivali. “Regalo coreano”, si legge su Olè, mentre Clarin sottolinea “Il Brasile ha solo vinto”. Del resto anche i tifosi verdeoro non sono rimasti contenti di quanto visto, a partire dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che ha assistito alla gara con la moglie Marisa Leticia e alcuni ministri. Uno di loro, Paulo Vannucchi, rivela: “Per il presidente non è stata una vittoria di cui si possa essere felici ma crede che, partita dopo partita, il rendimento migliorerà”.

Alla Juventus è sul banco degli imputati per la pessima stagione bianconera. Ma Dunga non ha mai smesso di credere Felipe Melo.

TUTTO STORTO — E il mediano brasiliano prima di buttarsi su Sudafrica 2010 , fa alcune precisazioni: “Con la Fiorentina, la mia prima squadra italiana, funzionava tutto a livello di gruppo, di collettivo e la mia stagione era stata buona. Nella Juventus il collettivo invece non ha mai funzionato, anche se sono contento di quello che ho fatto. A tutti i grandi club può capitare di non vincere una stagione, spero che il prossimo anno sia pieno di vittorie, magari riusciamo a fare quello che ha fatto l’Inter. Io mi prendo una piccola parte di responsabilità, ma le colpe sono di tutti. Qui nel Brasile è tutto diverso – aggiunge il centrocampista verdeoro – qui c’è allegria ed è pieno di amici, di gente che ti può aiutare quando ti deve aiutare. Invece alla Juve sul piano del collettivo non funzionava nulla”.