Mondiali canottaggio, oro Italia: 4 senza domina Australia

di redazione blitz
Pubblicato il 6 Settembre 2015 10:50 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2015 10:50
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Esultanza Italia nella foto Ansa

ROMA – Favola Italia ai Mondiali di canottaggio a Aigubelette in Francia. La nazionale azzurra chiude la penultima giornata di gare iridate con l’oro vinto dal quattro senza composto da Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino. Un quartetto che, con tanta voglia di affermazione e, per alcuni di loro, anche con la volontà di riscatto per non essere stati troppo considerati in passato, è riuscito in un’impresa che mancava da venti anni: dal mondiale di Tampere 1995 (epoca del ditti Giuseppe La Mura).

Una barca che si è messa alle spalle l’Australia, bronzo iridato 2014, e la Gran Bretagna, campione olimpica e mondiale in carica, ma qui con un equipaggio totalmente rinnovato.

Tutto questo in solo duecento metri finali dopo aver lottato alla morte prima per altri 1800 metri. Una storia e una vittoria condensata dalle parole del presidente del Coni Giovanni Malagò: “E’ un successo dell’Italia di La Mura e di Peppe Abbagnale. Questi ragazzi sono stati fantastici e l’Italia deve essere orgogliosa di vederli a Rio il prossimo anno. Sono stati bravi a crederci fino in fondo e davvero ho remato con loro”.

Una storia, quella del quattro senza azzurro, che affonda le radici nel 1948 quando alle Olimpiadi di Londra l’Italia vinse l’oro e poi ai Mondiali nel 1994 e nel 1995 ancora con due medaglie d’oro fino ad arrivare ad oggi per il terzo oro iridato.

Un sigillo, in ogni modo, che fa tornare grande il remo azzurro. E grande è la gioia di uno dei protagonisti Giuseppe Vicino che racconta le fasi iniziali dell’impresa: “Siamo partiti a scheggia, e abbiamo impostato un passo deciso e pulito. L’azione dell’Australia non nego che poi ci ha messo un po’ di nervosismo, ma siamo rimasti lucidi e abbiamo continuato a fare la nostra gara”. Una gara – aggiunge Matteo Lodo – ”fatta come credevamo. Con gli australiani temevamo l’Olanda, ci aspettavamo forse qualcosa di più da loro, ma ciò che contava e nel quale abbiamo sempre creduto era la nostra vittoria, ed è arrivata”. Per Matteo Castaldo ”è un sogno che si avvera, dopo tutta una vita di sacrifici. E’ una sensazione unica, la nostra forza è l’essere un gruppo di amici, è l’affiatamento che abbiamo che ci ha portato fino a questo risultato”.

Chiude il racconto dell’impresa Marco Di Costanzo: “siamo partiti convinti, e abbiamo spinto al massimo sapendo che se avremmo preso subito una buona velocità poi saremmo riusciti a mantenerla. E’ stato così, la barca era veloce, abbiamo preso il comando e il passo è stato ottimo”.