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Mondiali, ecco le regole per gli arbitri: fuorigioco, trattenute, mani…

Mondiali, ecco le regole per gli arbitri: fuorigioco, trattenute, mani...

La squadra degli arbitri (LaPresse)

ROMA – Sbagliare il meno possibile, per gli arbitri impegnati nel prossimo Mondiale in Brasile, è l’imperativo da seguire. L’allenatore di questa squadra è Massimo Busacca, ex giacchetta nera svizzera.

Un estratto dell’intervista della Gazzetta dello Sport a cura di Francesco Ceniti:

Busacca, quando si conosceranno gli arbitri del Mondiale?

“Entro un paio di settimane”.

Rizzoli e Rocchi sono gli italiani in lizza. Possono sperare entrambi oppure per ragioni geopolitiche ci sarà un solo arbitro per Nazione?

“Le valutazioni sono fatte in base alla qualità: non c’è nessuna regola che vieti allo stesso Paese di avere più atleti”.

Le nuove direttive sul fuorigioco non hanno aiutato gli assistenti: non è troppo chiedergli di valutare una posizione di fuorigioco, poi aspettare e vedere se la palla arriva a quel giocatore e infine calcolare la distanza di un metro e mezzo per segnalare l’eventuale interferenza di un attaccante?

“La storia del metro e mezzo è stata riportata male… Quando abbiamo affrontato la discussione sulle nuove direttive, si era cercato di codificare una distanza per determinare il possibile disturbo di un attaccante sul difensore che effettua una giocata. Si è partiti dal caso Camoranesi: sta correndo a circa 4/5 metri dal suo marcatore, che interviene e fa autogol. Ci siamo chiesti: Camoranesi gli dà fastidio? La nostra risposta è stata “no”. Questa è la base per dire che ci deve essere un movimento che disturba, un tentativo di contendere la palla, un gesto che possa far pensare a un intervento. Se un giocatore non fa nulla anche se è a 50 centimetri non interferisce e quindi non c’è fuorigioco. Viceversa pure a due o tre metri può essere attiva la sua posizione. E poi c’è la questione del portiere”

Prego, ci dica pure.

“Ultimamente molti tecnici piazzano sulle punizioni dei giocatori in fuorigioco di partenza, a circa 5/6 metri dal portiere. Ecco, a quella distanza interferiscono, perché possono impedire l’uscita e l’esatta valutazione della traiettoria del pallone. Altro che metro e mezzo: quando c’è il portiere bisogna allargare il campo per valutare l’interferenza”

Valutazioni da fare in pochi secondi, non è meglio introdurre la moviola in campo?

“La moviola spezza il ritmo e non dà certezze, ci sono episodi che rivisti al replay danno luogo a valutazioni diverse anche tra arbitri. Allora è meglio lasciare che sia una persona a decidere in diretta, secondo una realtà irripetibile”.

Oltre al fuorigioco ci sono altre regole spesso sulla graticola. Iniziamo con la tripla sanzione: non si può mitigare?

“Ne abbiamo discusso, ma al momento resta. Comprendo le proteste dei portieri: cercano di fare il loro mestiere, tentando di tuffarsi con le mani in uscita bassa. Se non prendono il pallone arriva quasi sempre il rigore, l’espulsione e la successiva squalifica. Per modificare la regola bisognerebbe trovare un equilibrio: davanti a un gol certo il rosso mi sembra il minimo”.

Sulle trattenute come la mettiamo?

“Il difensore sa bene che il regolamento vieta di tenere la maglia o le spinte. Il calcio è un sport di contatto e quindi non basta appoggiare le mani per commettere un fallo da rigore, ma se le utilizzo mi prendo un rischio. L’arbitro non può valutare l’entità di quella spinta e dovrà giudicare in base all’azione”.

Altra zona grigia: i falli di mano. La Fifa è per punirli quasi tutti?

“Non è vero, devono essere valutati. Anche qui ogni tanto sento che ci sarebbero distanze minime e massime. Il parametro base per valutare la punibilità è la congruità del movimento: posso stare a 5 metri, ma se compio uno stacco che comporta il braccio un po’ più largo senza aumentare volume in modo scaltro, allora non ha senso sanzionarlo. Viceversa anche a mezzo metro posso in modo furbo allargare un gomito non perché voglia colpire la palla, ma solo per il fatto di sapere che quel movimento rende più complicato il compito dell’attaccante” (…)

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