Mondiali, Gilardino accorda il violino: “Lo sento, è il mio momento”

Pubblicato il 31 maggio 2010 16:29 | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2010 16:37

Alberto Gilardino

Il violino, assicura Alberto Gilardino, è accordato. E nonostante l’umiltà del personaggio l’obiettivo è ambizioso: «Sento che sono al Mondiale della svolta: è il secondo, ho 27 anni, sto bene. Insomma è la grande occasione, avverto che è il mio momento. E quando segnerò esulterò come sempre, suonando il violino».

E’ stato costretto prima a rincorrere la maglia numero 9 in azzurro, dietro Toni, e poi a difenderla dagli assalti esterni di Amauri e degli scettici. Poi l’attaccante viola ha segnato il gol della qualificazione al Mondiale lo scorso 10 ottobre, a Dublino per il pari con l’Irlanda. E ha chiuso il girone con la tripletta di Parma contro Cipro.

Ora, la gerarchia azzurra – in attesa che domani Lippi ufficializzi i cinque tagli – lo vede in testa nel ruolo. Però la sfida che deve vincere è con se stesso. «Ho detto in passato che mi manca la consacrazione in azzurro: nella mia carriera ho fatto benissimo non solo i due anni di Parma – rivendica l’attaccante – c’era anche la prima stagione Milan, e quella scorsa con la Fiorentina. E basta rievocare gli anni rossoneri, ricordo a tutti che ho segnato 45 gol in tre stagioni giocando poco. Però mi è mancata la continuità di anno in anno».

E di futuro non parla: «Testa al mondiale, e basta – dice ancora – Sono stato due anni a Firenze e ho altri tre anni di contratto, ora non si sa chi sarà l’allenatore e non si sanno tante cose. Credo che Corvino e la presidenza faranno bene come in passato. Vediamo cosa faranno…».