Mondiali Argentina, Maradona sbotta: “Troppi calci a Messi. Perchè?”

Pubblicato il 23 Giugno 2010 19:13 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2010 19:52

Incontentabile Maradona. La sua Argentina vince e dà spettacolo, Leo Messi viene premiato come miglior giocatore dell’incontro, come a voler ribadire una superiorità ormai acquisita, e lui che fa? Si lamenta.

E’ il solito Maradona-show, di colui che è il vero personaggio di questo Mondiale, che quando in allenamento si mette a provare le punizioni per allenare i suoi portieri o quando in partita, nonostante la giacca e la cravatta che lo ‘infagottano’, aggancia con il tacco i palloni che finiscono fuori campo e comincia a palleggiare regala sempre spettacolo.

E una dimostrazione di quel carisma che è alla base dei successi in Sudafrica della selezione biancoceleste. Nonostante il 100% di vittorie in Sudafrica, a Diego c’è sempre qualcosa che non va bene. ”Fin dall’inizio del Mondiale – spiega – stiamo parlando del famoso fair-play ma qui picchiano Messi di continuo, ed allora mi chiedo a cosa stiamo giocando. Non certo a calcio. Perchè gli arbitri non tirano fuori i cartellini gialli? L’ho detto al quarto uomo, ma sembrava che non fosse successo niente”.

Maradona arriva ad accalorarsi ed alzare la voce, nonostante il tono un po’ ‘biascicato’, ma non si ferma. ”La Grecia – dice – ha giocato sporco e l’arbitro glielo ha permesso. Meno male che ci avevano detto che sarebbero stati più severi”.

Poi se la prende con i suoi nemici di sempre: ”Pele’, Beckenbauer, Platini e tutti i grossi nomi che sono nella Fifa – dice accalorandosi ancora -, invece di sparlare di me e preoccuparsi di ciò che dico, perchè non si occupano del calcio? Sembra che a loro non interessi. Lo Jabulani e’ incredibile. E’ vero che qui deve utilizzarlo ogni squadra, ma non tutti hanno gli stessi piedi: una cosa e’ se lo calcia Kyrigiakos, ed un’altra se lo calcia Messi. Non so nemmeno se chiamarlo pallone, perche’ e’ impossibile da controllare. Contro i greci non potevamo fare i cambi di gioco da un versante all’altro del campo perche’ quella palla andava dove voleva”.

Detto da uno che e’ stato eletto ”calciatore del secolo” forse vale la pena che si rifletta sopra, invece si continua come se niente fosse, ”e adesso c’e’ la fase del passare o morire”, come sottolinea Maradona. L’importante e’ che questa Argentina dia una regolata alla difesa, magari recuperando Samuel e forse regalando piu’ minuti a gente come Burdisso e l’ottimo Otamendi di ieri.

Demichelis continua ad essere un titolare e le idee di ogni tecnico vanno rispettate, ma per parare le frecce dell’attacco messicano forse ci vorrebbero difensori con maggiori capacita’ di concentrazione. E’ un rebus che Maradona nei prossimi giorni sara’ chiamato a risolvere.