Mondiali: “Lionel Messi sta bene e sarà in campo”. Maradona smentisce le voci sul nazionale argentino

Pubblicato il 11 Giugno 2010 8:06 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2010 9:52

Il nazionale argentino Lionel Messi

Lionel Messi sta bene. Per il ct della “Seleccion”, Diego Armando Maradona, «l’Argentina è come una Rolls Royce, e lui è alla guida». Questa è stata la sua precisazione, dopo lunghe ore di affermazioni poco chiare da parte dei media sulle condizioni fisiche del goleador del Barcellona. Sereno e rilassato come appare ormai da giorni a Pretoria, il “pibe de oro” ha  deciso di tagliare corto, dopo le dichiarazioni del preparatore fisico dell’Argentina, Fernando Signorini, che aveva parlato di un Lionel «stanco», soprattutto per le numerose partite giocate con il Barca.

Maradona ha invece sottolineato che Messi «sta bene, i suoi allenamenti sono impressionanti, non ha mai avuto un problema» e ha chiesto alla stampa «di smettere di inventare». Il ct argentino ha così ribadito e rafforzato quanto detto nel corso della giornata anche da altre importanti fonti argentine, in primo luogo il medico della “Seleccion”, Donato Villani: «I nostri 23 giocatori non hanno alcuna patologia né condizioni fisiche che abbiano portato ad allenamenti separati. Messi è impegnato a lavorare insieme a tutta la squadra». Poco dopo è intervenuto anche l’autorevole Juan Sebastian Veron, uno dei leader della squadra, come ha riconosciuto più volte lo stesso Maradona. L’ex giocatore di Lazio, Parma e Sampdoria ha detto: «Messi sta bene, è sempre stato bene».

Sia sul fronte degli schemi di gioco sia su quello fisico, Messi, la “Pulce”, è quindi pronta per i Mondiali. Bisognerà vedere, avvertono tanti tifosi argentini, come verrà trattato dai difensori delle squadre rivali. E Maradona ha affrontato proprio questo aspetto nel corso dell’intervista, rispondendo a chi gli chiedeva se non temesse botte dagli avversari per la “star” di Rosario. Maradona ha ricordato come uno dei compiti della Fifa sia proprio quello di far rispettare il “fair play” sul campo di gioco, «affinché la gente che paga i biglietti, anche molto cari, possa vedere le partite».