Mondiali Pallavolo, Fei: “Prima la finale, poi l’addio”

Pubblicato il 5 Ottobre 2010 11:52 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2010 11:52

Pallone da Pallavolo

L’Italia lo aspetta per poter sognare, lui sogna l’Italia in finale ai Mondiali di pallavolo per poter salutare l’azzurro nel migliore dei modi. Alessandro Fei e’ l’uomo piu’ atteso in questa terza fase della rassegna iridata, che fa tappa a Roma e Firenze.

L’opposto di Saronno, d’altronde, fin qui non ha messo in mostra tutto il suo potenziale e adesso tutti si aspettano da ‘Fox’ le zampate vincenti nelle decisive sfide contro i campioni olimpici degli Stati Uniti (domani) e i vice campioni d’Europa della Francia (mercoledi’).

”Sono un po’ stanco e queste 48 di pausa serviranno per ricaricare corpo e mente – ha spiegato il giocatore della Sisley Treviso – Ma questo momento di difficolta’ non mi pesa, devo riprendermi e andare avanti. Quest’ultima fase infatti e’ quella della verita’, puo’ mandarci a giocare le partite importanti.

Il mio sogno – ha poi aggiunto Fei – sarebbe quello di arrivare sino alla finale per poter chiudere la mia carriera in nazionale nel migliore dei modi. Ormai sono diventato vecchio (33 anni a fine novembre) e gli impegni ravvicinati cominciano a pesarmi”. Prima di rinchiudere l’azzurro nel cassetto dei ricordi in bianco e nero, pero’, c’e’ da rincorrere l’obiettivo Mondiale.

”Dovro’ scendere in campo con la testa libera, senza pensare a niente – ha ammesso l’uomo di punta del sestetto di Andrea Anastasi – Ad aiutarmi ci pensera’ la mia famiglia e mia figlia che arriveranno a Roma domani”. E domani, dall’altra parte della rete, ci saranno anche gli Stati Uniti. ”Ma io temo di piu’ la Francia, la vedo piu’ organizzata – ha ammesso Fei – In entrambe le partite comunque non dovremo mollare niente perche’ sarebbe brutto giocar male e fare una figuraccia proprio adesso”.

Dello stesso avviso un altro veterano del gruppo, Luigi Mastrangelo (classe ’75) : ”Credo che i francesi siano piu’ rognosi rispetto agli americani. Sono molto bravi a difendere, non sprecano un pallone e sbagliano molto poco. Gli Usa poi non possono contare su un palleggiatore come Ball, il cui apporto per loro e’ stato fondamentale nella conquista dell’oro di Pechino”. Gia’, le Olimpiadi. Nella mente di Mastrangelo i Giochi di Londra tra due anni non sono poi cosi’ lontanti.

”Se staro’ bene fisicamente perche’ no? – le parole del centrale di Cuneo – Di sicuro, io non diro’ mai di no alla maglia azzurra”. Maglia che intanto andra’ onorata nella rassegna iridata casalinga.

”Prima pensiamo a questo girone e poi, se tutto andra’ bene, vedremo chi troveremo in semifinale. Il Brasile? Il loro comportamento non e’ nuovo, diciamo che a volte hanno il vizietto di giocare per perdere. Certo, la formula e’ particolare e permette di fare questi calcoli, ma non credo che poi si possa parlare ancora di sport”.