Mondiali Sudafrica: polemica sugli Ultrà dell’Argentina, le “barras bravas”

Pubblicato il 1 Giugno 2010 16:20 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2010 19:00
boca juniors

La "barra" del Boca Juniors

E’ allarme in Argentina per le iniziative degli ultrà che hanno raggiunto o che programmano di trasferirsi in Sudafrica nei prossimi giorni per seguire il Mondiale. Nelle ultime ore sono avvenuti fatti inquietanti che rischiano di accentuare le polemiche e di ripercuotersi negativamente sulla preparazione della Seleccion.

Con filmati e fotografie i media hanno documentato che ieri alcuni capi dei ‘barras bravas’, si sono presentati nel ritiro della selezione, annunciando di avere un accordo con Diego Armando Maradona e Carlos Bilardo. Hanno annunciato che sono già 43 gli ultrà presenti in Sudafrica e ne arriveranno altri 300, del gruppo “Tifosi uniti argentini”. In un primo momento i capi degli ultrà hanno rivendicato la consegna di due bagagli che, sostenevano, erano erroneamente finiti tra quelli dei giocatori nel viaggio da Buenos Aires a Johannesburg.

Altre fonti hanno rivelato che hanno chiesto uniformi della selezione e biglietti. Tra i particolari che hanno suscitato perplessità il fatto che alcuni si sono presentati nei locali del ritiro della squadra, indossando divise ufficiali della nazionale, che in teoria non sono in vendita.

Proprio ieri dopo il presidente della Federazione calcistica argentina Julio Grandona, anche Carlos Bilardo, direttore generale della nazionale, aveva assicurato in un’intervista al quotidiano sportivo Olé che né lui, né Diego Armando Maradona erano informati della presenza degli ultrà e che nessuno della Seleccion ha avuto contatti con questi tifosi, tra cui c’è anche uno dei capi indiziato per l’omicidio di un altro ultrà. “Durante il viaggio abbiamo saputo di questo gruppo a bordo dell’aereo. Non conosciamo nessuno di loro e non abbiamo avuto alcun contatto. Poi noi siamo scesi separatamente e loro con gli altri passeggeri”, ha spiegato Bilardo.

Grandona, dopo le smentite di ieri, ha rincarato la dose dicendo che “questa è una campagna contro di noi, qualcuno vuole sporcare la nostra immagine. Non abbiamo mai avuto nulla con questi gruppi e sarebbe stato stupido farli viaggiare sullo stesso aereo della squadra”. Intanto il presidente di una Organizzazione non governativa (Ong) che difende le vittime delle violenze negli stadi, ha denunciato il presidente della federazione. Nell’esposto viene chiesto di chiarire eventuali legami tra le ‘barras bravas’ che hanno viaggiato a Pretoria e la federazione.