Mondiali. Le vuvuzela non si toccano, Blatter mette fine alla rivolta di tifosi e giocatori

Pubblicato il 14 Giugno 2010 20:45 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2010 20:45

Le vuvuzela non si toccano. Le lunghe trombette spacca timpani che stanno caratterizzando i match dei Mondiali in Sudafrica, non saranno vietate. Lo ha annunciato il presidente della Fifa, Joseph Blatter. “Vorreste che venissero vietate le usanze dei fans nel vostro paese? – ha detto Blatter – Ho sempre detto che l’Africa ha un suono e un ritmo diverso”, ha concluso.

“Fanno parte della nostra cultura – aveva affermato prima dell’intervento del presidente della Fifa il portavoce del Comitato organizzatore -. Siete nostri ospiti, per questo abbracciate la nostra cultura e il nostro modo di festeggiare”.

Domenica il presidente del Comitato, Danny Jordaan, non aveva escluso provvedimenti anti-vuvuzelas. I produttori si sono convinti ad abbassarne la potenza a causa dell’eccessivo volume. Nessun tifoso sudafricano vi rinuncerebbe, ma le star del calcio europeo, come il bomber Cristiano Ronaldo, le definiscono “insopportabili” perché impediscono la concentrazione e la comunicazione con i compagni di squadra.

Nei giorni scorsi, l’unica richiesta del governo sudafricano, attraverso il ministro Themba Maseko, è stata quella di non suonare le trombe durante gli inni nazionali, rispettando così il volere delle varie selezioni nazionali. Un motivo oltranzista che và aldilà del rispetto delle tradizioni locali, è l’avvertimento della dottoressa inglese Ruth McNerney, che informa del pericolo infettivo che le vuvuzela comportano, diffondendo raffreddori e influenze negli stadi che ospitano i Mondiali.