Mondiali: ecco come nascono le vuvuzelas, ora suoneranno anche in Russia e in Europa

Pubblicato il 19 Giugno 2010 19:52 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2010 20:11

«Mi dispiace per il disturbo che sto arrecando a quanti non riescono a seguire le partite come vorrebbero, e anche a quei turisti che qui a Città del Capo la notte non riescono a dormire. In ogni caso sto già correndo ai ripari: una normale vuvuzela fa un rumore fra i 134 ed i 140 decibel, io ne preparata una che raggiunge appena i 121».

L’inventore delle vuvuzelas, il 37enne Neil Van Schalkwyk, che in questi giorni sta diventando ricco ed è comparso anche sui vari canali televisivi sudafricani, ha convocato una conferenza stampa per scusarsi con telespettatori e turisti di tutto il mondo, ma anche per difendere la propria ‘creatura’.

Ne ha anche ripercorso la storia: ne sentì suonare una ‘artigianale’ nello stadio dove, 15 anni fa, aveva appena segnato un gol in una partita dell’equivalente del torneo ‘Berretti’ italiano, fra Santos Cape Town e Battswood.

Ma all’epoca Van Schalkwyk, oltre a giocare per diletto, già lavorava nel settore del trattamento della plastica, «e, dopo aver udito quel suono, passai un sacco di notti in bianco a pensare come potevo creare qualcosa che lo sfruttasse a livello commerciale».

Idea vincente. I numeri della sua impresa li rivela lui stesso: ha cominciato nel 2001 producendo 500 vuvuzelas, ma già l’anno successivo un’importante azienda ne apprezzò l’idea e ne comprò 20.000 per un’operazione promozionale. “Fu un successo che neppure io mi sarei immaginato”.

Poi furono i due club calcistici più amati del Sudafrica, i Kaizer Chiefs e gli Orlando Pirates (entrambi di Soweto), a chiedergli di produrne un modello con i rispettivi colori sociali, per venderle ai tifosi. Nove anni dopo, grazie alla cassa di risonanza del Mondiale, russi e brasiliani si sono fatti vivi per comprare il marchio o per averlo in concessione per i rispettivi Paesi. “Sì – ammette l’industriale -: posso confermarvi che le vuvuzelas sbarcheranno in Russia”.

E grazie a una ditta tedesca, la Urbas-Keherberg – rivela Van Schalkwjk – la tromba che tanto infastidisce i telespettatori è ora in vendita nell’Europa occidentale, con relative percentuali sulle vendite.