Mourinho via dall’Inter? “Non posso dire che resto al 100%”

Pubblicato il 4 Maggio 2010 18:54 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2010 19:11

Josè Mourinho

Josè Mourinho mette in dubbio la sua permanenza sulla panchina dell’Inter: “Non posso dire che resterò all’Inter la prossima stagione al 100%. Nel calcio non si può mai dire”.

Poi l’allenatore portoghese è tornato a parlare delle polemiche relative alla vittoria della sua squadra a Roma contro la Lazio nell’ultimo turno di campionato. Mourinho ha risposto alle critiche che sono piovute sul successo dei nerazzurri dopo l’atteggiamento rinunciatario degli avversari: “Non siamo nati in una culla d’oro, se siamo qui a giocarci due finali di Coppe e lo scudetto è grazie al nostro lavoro. Per questo esigo rispetto da tutti. Puoi essere presidentessa, dottoressa, nata in una culla d’oro, ma devi rispettarci”.

Il riferimento è esplicito è alle dichiarazioni di Rosella Sensi, che dopo la partita dell’Olimpico contro la Lazio aveva detto che si sarebbe “vergognata di vincere in quel modo”.

“Zero titoli non è dramma per nessuno – ha aggiunto Mourinho – specialmente quando si lavora al massimo. Non è un dramma o una vergogna perché la differenza tra vincere e non vincere è piccola. Certo se arrivi quinto a 30 punti dal primo è un’altra storia, ma se vai vicino zero titoli non è dramma o vergogna”.

Mourinho ha poi riservato grandi complimenti per la Roma, anche se il tecnico nerazzurro ha voluto sottolineare come i giallorossi, dopo una brutta partenza, “hanno approfittato anche del periodo che mi ha fatto smettere di andare in conferenza stampa e tutti sappiamo perché ho smesso di farle. Ne hanno approfittato e si stanno giocando lo scudetto e una finale di Coppa Italia in casa. Una situazione unica che non condivido, non conosco nessun paese che lo fa. Detto questo hanno fatto una stagione fantastica per merito di tecnico, società, giocatori e tifosi”.

Infine una battuta sull’ambiente “infuocato” che i supporter romanisti riserveranno all’Inter in vista della finale di Coppa Italia, in programma il 5 maggio: “Se i tifosi della Roma vorranno venire a tenerci svegli tutta la notte non sarà un problema. Ci siamo abituati, è successo da poco anche a Barcellona. Così come se domani in campo, qualcuno della Roma dovesse buttarsi per terra e simulare non sarebbe un problema: siamo pronti anche a questo”.

“Si gioca il 5 maggio? Non vedo il problema – ha aggiunto – Per me il 5 maggio è il giorno della morte di Napoleone, punto e basta. Se i tifosi della Roma non vogliono una grande partita e una grande festa è un problema loro. Noi vogliamo vincere perché se vinciamo tre titoli è storico. Ranieri? Nessun problema con lui, sono solo storie vecchie e dimenticate”.