Nainggolan: “Tradito da Monchi. Zaniolo meglio di me? Vediamo tra dieci anni. Caso Icardi gestito bene da Spalletti”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 13 aprile 2019 15:24 | Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2019 15:26
Nainggolan: "Tradito da Monchi. Zaniolo meglio di me? Vediamo tra dieci anni. Caso Icardi gestito bene da Spalletti"

Nainggolan: “Tradito da Monchi. Zaniolo meglio di me? Vediamo tra dieci anni. Caso Icardi gestito bene da Spalletti” (foto Ansa)

ROMA – A pochi giorni da Inter-Roma, sfida tra il presente ed il passato di Radja Nainggolan, il calciatore belga è stato intervistato dal Corriere dello Sport per parlare di questa sfida Champions e del suo presente in nerazzurra. Le sue dichiarazioni sono riportate da Sport Mediaset nel suo sito internet. Nainggolan: “Ho lasciato la Roma per colpa di Monchi. Zaniolo meglio di me? Vediamo tra dieci anni…”.

Nainggolan: “Inter-Roma? All’andata non ho voluto giocare…”.

“Non ci penso, sono sereno. All’andata ho lasciato perdere e non ho voluto giocare…” “Con Monchi avevo un rapporto aperto: riuniva spesso i 6-7 giocatori più rappresentativi e tutti insieme parlavamo di come fare il meglio per la società e la squadra. Mi sentivo un calciatore importante. Poi, però, ho saputo le cose che diceva di me e quelle mi sono piaciute meno… Tre giorni dopo il suo addio alla Roma, la squadra di cui diceva di essere innamorato, era già d’accordo per tornare a Siviglia. Per me questo dimostra molte cose… Senza di lui ipoteticamente avrei potuto essere ancora là o anche in un’altra squadra perché magari la Roma mi voleva mandare altrove. La mia destinazione (l’Inter, ndr) però l’ho scelta io perché Spalletti ha spinto per avermi ed è stata la decisione giusta”.

“In una squadra tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. Mauro è forte, noi però abbiamo anche un altro grande attaccante (Lautaro, ndr) che ha fatto benissimo quando ha giocato ed è destinato a un futuro da top. Io dico che se Icardi ha avuto problemi con qualcuno, toccava a lui risolverli e non farli ricadere sulla squadra. Spalletti ha gestito la situazione nel modo migliore. Anche se mi ha voluto lui, io ho pagato quando ho sbagliato. È così che deve funzionare, per tutti. Se n’è parlato troppo, però. Ora basta”.

“Per me non è un problema perché ognuno ha la sua carriera. Io ho giocato 10 anni ad alto livello, 9 bene e questo così così. Lui ha fatto 20 partite in A, 18 buone… È normale che si parli bene dei giovani ai quali adesso tutto viene servito su un piatto d’argento, mentre prima un ragazzo doveva dimostrare molto di più, anche solo per arrivare in Serie B. Sono contento per lui e gli auguro il meglio perché non sono invidioso di nessuno. Io penso alla mia carriera e stop. È facile fare una stagione buona, ma vediamo tra 10 anni…”.
Fonti: Corriere dello Sport e Sport Mediaset.