“Napoletani…”. L’insulto territoriale che fa chiudere gli stadi: Milano e Roma prossimi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 10:53 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 11:30
"Napoletani...". L'insulto fa chiudere gli stadi: Milano e Roma i prossimi

“Napoletani…”. L’insulto fa chiudere gli stadi: Milano e Roma i prossimi

ROMA – “Napoletani…”. L’insulto fa chiudere gli stadi: Milano e Roma i prossimi. Forse non tutti i frequentatori di stadi sanno che gli insulti territoriali che prorompono da curve e tribune fanno scattare la chiusura dello stadio stesso. Si applica cioè la stessa disciplina che vale per i famigerati ululati razzisti all’indirizzo dei giocatori di colore. “Napoletani…”, con il prevedibile corredo di insulti a tema, per esempio, vale le porte chiuse e non solo agli ingressi delle curve.

A rischiare di più sono gli stadi di Milano e Roma. Le tifoserie di Milan, Inter, Lazio e Roma sono state diffidate, per rimanere al gergo calcistico, alla prossima manifestazione di intolleranza troveranno i cancelli sbarrati con la squadra del cuore costretta a giocare davanti a spalti deserti.

L’insulto ai napoletani stava per costare caro all’Inter già la settimana scorsa per colpa dei suoi sostenitori in trasferta a Sassuolo. La Stampa di Torino (“L’insulto ‘dimezzato’ salva l’Inter”) rivela lo scampato pericolo:

Un coro ascoltato dagli ufficiali di gara (l’arbitro Russo ed i suoi assistenti) e dagli uomini della procura della Federcalcio, ma ritenuto di sfottò e non di discriminazione per provenienza territoriale. «…noi non siamo napoletani…», sarebbe stato, a detta di chi ha redatto i referti arbitrali sulla base dei quali decide il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, l’urlo sceso fin dentro al campo dal settore occupato dai tifosi interisti a Reggio Emilia. Chi era sulle tribune dello stadio a raccontare dei gol di Milito e soci giura di aver sentito sì quel coro, ma accompagnato dalle parole, insultanti e per l’appunto discriminatorie (chiarissimo il riferimento all’eruzione del Vesuvio e al colera) , che urlate dalla curva del Milan hanno fatto scattare la squalifica del settore milanista di S. Siro.

Le regole di comportamento volute da Michel Platini, presidente dell’Uefa, sono chiare, i tifosi avvisati: la discriminazione, razziale o territoriale che sia, infrange il codice sportivo e non verrà tollerata.