Napoli, sui social processo agli ammutinati: “Cercatevi un’altra squadra”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Novembre 2019 14:06 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2019 14:06
Napoli caos, sui social processo ai senatori ammutinati

Napoli, sui social processo agli ammutinati (foto Ansa)

ROMA – I tifosi del Napoli sono delusi. Sia dai risultati altalenanti della squadra sia, soprattutto, dalla gestione dello spogliatoio che pare essersi completamente dissolto dopo l’ammutinamento dei giocatori che hanno rifiutato il ritiro imposto dalla società in seguito ai cattivi risultati. Qualcuno su Twitter tira già i remi in barca: “Vergognatevi” scrive più di un tifoso. Ieri la società ha rilasciato un comunicato in cui dichiara che “procederà a tutelare i propri diritti economici, patrimoniali, di immagine e disciplinari in ogni competente sede”.

I cinque senatori ammutinati

Sui social i napoletani si sono schierati in massa contro i responsabili del gesto individuati in Lorenzo Insigne, capitano e bandiera del Napoli; Dries Mertens, uno dei migliori marcatori della storia della società; Jose Maria Callejon, vice-capitano della squadra; Kalidou Koulibaly, giocatore di maggior valore e pilastro della difesa azzurra e infine Allan, motorino di centrocampo amato dalla piazza e rimasto a Napoli nonostante la corte del Psg. Quest’ultimo secondo alcune indiscrezioni sarebbe quasi arrivato alle mani con Edoardo De Laurentiis, figlio di Aurelio e vicepresidente della squadra.

“Cercatevi un’altra squadra”

“Non dovete mai dimenticarvi che siete dei privilegiati. Perciò abbiate rispetto di chi vi sfama in via diretta (società) e in via indiretta (tifoseria). Altrimenti, toglietevi quella maglia e cercatevi un’altra squadra. Sapremo fare a meno anche di voi”, scrive una pagina vicina all’ambiente azzurro. “Se è vera la storia dei cinque senatori che hanno guidato l’ammutinamento, ADL dovrà prendere provvedimenti e far partire una rivoluzione come avvenuta l’ultima volta con Benitez”, scrive un tifoso del Napoli.

“Trovo vergognoso l’ammutinamento dei calciatori del Napoli. I signorini credono forse di aver dato abbastanza ma non si rendono conto che stanno conducendo una stagione molto deludente, ben al di sotto delle aspettative”, dice su Facebook un altro. Di solito nel mirino dei supporter partenopei ci finisce la società. Questa volta i tifosi sono intervenuti a favore della dirigenza chiedendo l’esclusione dei giocatori dal progetto.

Ma anche De Laurentis non viene risparmiato

In molti però accusano anche De Laurentis, da sempre inviso a una parte della tifoseria, di non aver saputo gestire la situazione. C’è infatti chi attacca il presidente: “Il datore di lavoro corrisponde uno stipendio, il lavoratore corrisponde un lavoro. Nemmeno i cani hanno un padrone. Il rispetto si ottiene dando rispetto. Prima di dare giudizi sarebbe opportuno conoscere la realtà dei fatti. Ma questo presuppone che uno tifi la maglia e non ADL”.

Poi c’è chi scrive: “Sicuramente il presidente ha gestito quest’ultimo periodo come un presidente di quarta categoria. Sicuramente la società tutta è responsabile in primis. Però non è da accettare nemmeno questo comportamento immaturo di questi signori. Ci sono diversi modi” e chiede di togliere la fascia di capitano a Lorenzo Insigne per dare il buon esempio.

Tutti per Ancelotti. “No a Spalletti”

“L’abbiamo presa con ironia e con filosofia, ma teniamo il morto in casa”, riassume un tifoso citando un antico proverbio partenopeo. “Presidé, vendiamoli tutti” chiede un altro e, con l’attacco ai responsabili, scatta anche il no a Luciano Spalletti avvicinato alla panchina azzurra in seguito alle voci che vogliono Carlo Ancelotti via da Napoli. “Spalletti no, grazie”, scrivono gli utenti. “Presidente La prego, La scongiuro…che non Le venga in mente Spalletti o lo zebrato Allegri. La prego”, chiede una tifosa della squadra.

Un altro predica calma: “Cerchiamo per una volta di ‘ignorare’ quello che è successo, ci sono già i giornali che ci ricamano sopra. Facciamolo per il bene della squadra siamo ad inizio campionato! Tifiamo e basta,non contribuiamo a ciò che sta succedendo facciamolo per noi!”. D’altro canto qualcuno spiega: “Se sabato sera scenderà in campo anche solo uno dei colpevoli dell’ammutinamento tiferò Genoa”. Altri invece chiedono all’allenatore di restare e fare da paciere, gestire la situazione cercando di essere il collante tra società e calciatori. Un ruolo difficile per una piazza spaccata come lo spogliatoio del Napoli. (fonte Agi)