Napoli, sequestrata auto: forse è quella che ha ucciso Daniele Belardinelli. Controlli su altre 2 vetture

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 gennaio 2019 14:23 | Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2019 14:24
Napoli, sequestrata auto: forse è quella che ha ucciso Daniele Belardinelli. Controlli su altre 2 vetture

Napoli, sequestrata auto: forse è quella che ha ucciso Daniele Belardinelli. Controlli su altre 2 vetture (Ansa)

NAPOLI – L’auto, un’Audi station wagon, sequestrata a Napoli nell’inchiesta milanese condotta dalla Digos e coordinata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, potrebbe essere quella che è passata sopra a Daniele Belardinelli, l’ultrà del Varese morto il 26 dicembre negli scontri tra ultras interisti e napoletani. E’ un’ipotesi concreta su cui stanno lavorando gli inquirenti. E’ intestata in leasing al padre incensurato di un tifoso del Napoli.

Da quanto si è saputo, l’auto sequestrata dalla Digos di Napoli che collabora con i colleghi milanesi (gli atti saranno trasmessi a Milano) è stata individuata attraverso l’analisi delle immagini degli scontri, anche se non sarebbe stata ripresa dalle stesse immagini la targa della vettura e, dunque, gli investigatori sarebbero arrivati al sequestro attraverso alcune testimonianze. L’auto ora è bloccata sotto sequestro in un deposito a Napoli. Altre due auto, poi, sono state individuate analizzando le immagini degli scontri, ma gli investigatori le starebbero cercando per arrivare al sequestro e per verificare se siano coinvolte nell’investimento.

Morte Daniele Belardinelli, ascoltati i due ultras che lo hanno accompagnato in ospedale

Sono stati sentiti in Questura a Milano i due ultras che hanno accompagnato il 26 dicembre scorso all’ospedale San Carlo Daniele Belardinelli, il tifoso del Varese morto a seguito degli scontri tra ultrà interisti e napoletani prima della partita Inter-Napoli. Da quanto si è saputo, l’interrogatorio dei due giovani, anche loro indagati per aver preso parte alla guerriglia di via Novara, è avvenuto ieri. Nel frattempo, sta aumentando il numero dei partecipanti alla rissa indagati (al momento i nomi iscritti potrebbero essere oltre 20), anche perché inquirenti e investigatori stanno facendo verifiche in queste ore sugli oltre 100 tifosi interisti (tra loro anche ultrà del Varese e del Nizza ‘gemellati’ coi nerazzurri) e su un’ottantina di ultras napoletani.

Intanto, per domani pomeriggio nel carcere milanese di San Vittore è previsto l’interrogatorio di fronte ai pm di Luca Da Ros, il cosiddetto ‘pentito’ dell’inchiesta che nei giorni scorsi ha chiamato in causa Marco Piovella, capo dei Boys della curva nord, arrestato, interrogato ieri dal gip Guido Salvini e tra i presunti organizzatori del blitz. Piovella, difeso dai legali Mirko Perlino e Carlo Melzi D’Eril, tra le altre cose, ha spiegato che il suo “amico” Belardinelli è stato “uno dei primi ad entrare in azione” nell’agguato ai napoletani, prima di essere investito da una o due auto.