Napoli, Gattuso: “Ancelotti come un padre, vorrei vincere 10% suoi trofei”. Arriva la battuta di De Laurentiis…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2019 20:14 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2019 20:14
Napoli, Gattuso: "Ancelotti come un padre, vorrei vincere 10% suoi trofei". Arriva la battuta di De Laurentiis...

Napoli, Gattuso con Ancelotti in una foto di archivio dell’Ansa

NAPOLI – “Ho incontrato De Laurentiis domenica sera a Roma. Non ho chiamato Ancelotti prima perché stava preparando una partita importante, ma l’ho sentito stamattina e abbiamo a lungo parlato”. Lo ha detto il tecnico del Napoli Gennaro Gattuso nel corso della sua presentazione a Castel Volturno.
    “Volevo chiamarlo ieri sera – ha spiegato Gattuso – ma sapevo che stava con la famiglia. Sono stati due giorni non facili, sapevo che dovevo chiarirmi con Carlo, dirgli perché avevo accettato. Ancelotti è stato un papà per me, ho fatto 400 partite con la sua gestione, abbiamo vinto tanto.

Nei momenti di difficoltà è sempre stato a disposizione. Oggi ho avuto la conferma, quando gli ho chiesto in cosa può migliorare questa squadra, è un gravissimo uomo,ma per favore non fate paragoni, lui ha vinto tutto, vorrei vincere il 10% di quello che ha vinto lui”.

Pronta la battuta di Aurelio De Laurentiis, seduto al fianco di Gattuso in sala stampa: “Spero che vuoi replicare il 10% di Ancelotti altrove perché se fai il 10% di quello che ha fatto qui, sarà un disastro…”. Gattuso ha chiuso la questione con un sorriso piuttosto forzato.

“Sono qui per recuperare punti e andare in Champions League. Il Napoli è da dieci anni protagonista in Italia e in Europa, vive un momeento di difficoltà ma vederla al settimo posto è imbarazzante”. Lo ha detto l’allenatore del Napoli Gennaro Gattuso nel corso della sua presentazione a Castel Volturno. “Tra quinto e quarto posto – ha aggiunto – per il club cambia tanto. La squadra ne è consapevole e il quando parlo di Europa parlo di andare in Champions League”.

“So dove sono venuto, vengo dal mare e ora mi son messo in un mare grande. Devo saperci andare ma rischio di annegare. So che qui c’è più responsabilità. Chi mi conosce sa che non ho paura di niente, io vado”  Ho la consapevolezza di aver portato professionalità con chi ho con me a lavorare – dice ancora -: lavorerò con gente preparata e penso che si parli la stessa lingua. C’è bisogno di risultati, spero davvero tanto di farli.
    A 41 anni vengo qui e per me è un motivo d’orgoglio: ho rifiutato tante cose, non mi sentivo pronto per altre cose. Qui c’è tutto per far bene” (fonte Ansa).