Serie A, Napoli e Juventus già a punteggio pieno. Milan stecca all’esordio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 agosto 2018 22:48 | Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2018 22:56
Serie A, Napoli e Juventus già a punteggio pieno. Milan stecca all'esordio

Serie A, Napoli e Juventus già a punteggio pieno. Milan stecca all’esordio
ANSA/ANDREA DI MARCO

ROMA – Campionato nuovo, vecchie abitudini. La Serie A è ripartita nel segno di Juventus e Napoli. Le due squadre hanno vinto le prime due partite e sono in vetta alla classifica a punteggio pieno. Dopo il successo contro il Chievo, la Juventus ha vinto agevolmente anche contro la Lazio (qui gli highlights). Il Napoli continua a vincere in rimonta. Dopo il successo contro la Lazio, ecco quello contro il Milan (qui gli highlights) [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Cristiano Ronaldo non segna ma la Juve supera la Lazio

Niente effetti speciali per la prima recita di Cristiano Ronaldo in maglia bianconera all’Allianz Stadium. Una Juventus ‘normale’, con CR7 ancora a secco dopo 180′ di serie A, ha regolato con un gol per tempo una Lazio senza il mordente giusto per ripetere l”impresa dell’anno scorso. Insuperabile, per i biancocelesti, il doppio muro di centrocampo e difesa di Allegri. Davanti a ct azzurri vecchi (Ventura, Conte) e nuovi (Mancini), l’attesa quasi spasmodica della maggioranza dei tifosi juventini per il primo acuto del 5 volte Pallone d’Oro.

Dovranno ancora aspettare. Oggi CR7 ci è rimasto male due volte: Strakosha, con una parata prodigiosa, gli ha alzato in angolo un destro che pareva imprendibile, poi, nell’azione del raddoppio bianconero, tradito da un tocco dello stesso portiere sul cross radente di Douglas Costa, si è quasi incespicato tirandosi il pallone sull’altro piede. E quando Mandzukic dietro di lui ha invece spedito in rete, nello sguardo e nei gesti di Ronaldo c’era più disappunto per l’errore personale che gioia per il 2-0 dell’attaccante croato. In ogni caso, l’intesa del fuoriclasse portoghese con la squadra è, sul piano tecnico, tutta da costruire.

Alla Juve sono bastate la sua forza fisica e la sua quadratura per rischiare poco contro la squadra che l’anno scorso l’aveva battuta due volte, nella Supercoppa e a Torino in campionato. Nonostante la classe sopraffina di Milinkovc-Savic, che la stessa Juve voleva, la grande partita di Wallace in difesa, e un gioco nel complesso più lineare, la squadra di Simone Inzaghi ha graffiato poco. Male Luis Alberto, spento Immobile. Allegri ha preferito il 4-3-3, con Bernardeschi e Manduzkic al fianco di Ronaldo, Dybala e Douglas Costa in panchina.

Occhi puntati su CR7, tanti fischi per Bonucci, dalla curva sud, anche se alla fine, in tutto lo stadio, hanno prevalso nettamente gli applausi. L’appello alla vigilia di Allegri (“entusiasmo anche per Leo”), è caduto nel vuoto tra gli ultrà bianconeri che hanno fischiato l’ex rossonero a ogni tocco e gli hanno riservato cori ostili. La Juventus ha stentato a ingranare, specie nei suoi esterni in difesa (Alex Sandro e Cancelo).

Così dopo un debole colpo di testa provato quasi per dovere da CR7 su un cross dalla trequarti, è stata la Lazio a spingersi dalle parti di Szczesny; da un appoggio sbagliato di Pjanic è nata una doppia chance per Lulic: il primo tiro è stato respinto in angolo, dalla bandierina il bosniaco per poco non ha infilato direttamente all’incrocio sorprendendo Szczesny. Una prima azione brillante della Juve si è chiusa (19′) con un palo di Khedira; nell’azione successiva solo uno Strakosha in versione Superman ha deviato il sinistro incrociato di Bernardeschi.

Alla mezz’ora il destro dal limite di Pjanic, potente e preciso imprendibile per Strakosha: 1-0 Juve; reazione Lazio con un diagonale di Immobile, fuori abbondantemente, l’unico tiro del bomber laziale nei 90; poi destro fiacco di CR7 (41′). Più vivace il secondo tempo di Ronaldo e Lazio più in soggezione, ma, dopo un cross di Ronaldo con il pallone si è impennato sui piedi di Mandukic, ecco la miglior palla-gol della Lazio con un gran bel destro di Luis Alberto (15′) fuori di poco.

E allora Allegri ha cambiato: fuori Bernardeschi, dentro Douglas Costa. CR7 si è guadagnato una punizione (26′) sparando sulla barriera. Al 30′ partita chiusa: sull’asse Douglas Costa-Cancelo, difesa Lazio battuta sul cross del difensore portoghese, CR7 va a vuoto, ma non Mandzukic l’irriducibile. Juve a punteggio pieno, Lazio ancora a zero.

Zielinski e Mertens rimontano il Milan e lanciano Ancelotti

Napoli-Milan 3-2 nella seconda partita di oggi del 2/o turno del campionato di Serie A. Milan sul doppio vantaggio con i gol di Bonaventura, su assist di Borini, e di Calabria, su assist di Suso. Il Napoli ha rimontato la partita con la doppietta di Zielinski e con il gol di Mertens su assist di Allan.

Tra il maestro e l’allievo prevale il primo. Ancelotti batte Gattuso, ma la sfida è difficile e complicata e il Napoli deve compiere un mezzo miracolo per avere ragione del Milan. All’inizio della ripresa i rossoneri sono in vantaggio per 2-0 e ci vuole una straordinaria rimonta, concretizzata da una doppietta di Zielinski e da un sigillo di Mertens, per regalare agli azzurri la seconda vittoria consecutiva in campionato.

La partita è in salita per gli uomini di Ancelotti. Come era già avvenuto sabato scorso con la Lazio i padroni di casa lasciano inizialmente troppo campo agli avversari. Il Milan fa registrare una prevalenza nel controllo del gioco anche se non tira in porta, per tutti i primi 45′ minuti, che una sola volta, in occasione del gol di Bonaventura, servito da Borini.

Il Napoli non fa pressing a centrocampo sulla spinta avversaria. Gli azzurri lasciano troppo l’iniziativa al Milan e quando comincia l’azione della squadra di Ancelotti è sempre dalla propria linea mediana, per cui c’è troppa distanza da coprire per arrivare all’area di rigore avversaria.

Percorrere quei 30-40 metri dà il tempo di recuperare al Milan che nel momento decisivo dell’azione ha sempre la difesa schierata. Nonostante qualche balbettio dal punto di vista tattico, la squadra di Ancelotti costruisce un paio di occasioni da gol, ma il pareggio non arriva e anzi è proprio il Milan a raddoppiare quando la ripresa è appena cominciata, grazie ad una percussione a destra di Calabria che conclude con un rasoterra sul quale il debuttante Ospina appare lento di riflessi.

A questo punto viene fuori il Napoli che reagisce con veemenza a una situazione di grande difficoltà e che trova in Zielinski il migliore interprete di questa forte voglia di riscatto. All’8′ e al 21′, con due conclusioni precise e tempestive, il palacco regala il pareggio alla sua squadra. Ancelotti, intanto, ha cambiato tatticamente la partita, inserendo Mertens al posto di Hamsik e schierando un 4-2-3-1 che sbilancia la squadra ma al contempo la rende più pericolosa.

Ed è proprio Mertens a dieci minuti dalla fine a mettere a segno il gol della vittoria. Il Milan tenta di reagire. Gattuso inserisce anche Cutrone al fianco di Higuain, come al solito fischiatissimo dal pubblico del San Paolo, la i rossoneri non riescono mai a rendersi pericolosi in un finale di gara in cui è invece il Napoli ha sfiorare in un paio di occasioni, con Insigne e Mertens, la quarta marcatura. Sarebbe stata però una punizione troppo severa per i milanisti.