Napoli, tatuatore ucciso per foto con Lavezzi: l’attaccante sentito come teste

Pubblicato il 14 maggio 2010 11:54 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2010 11:54

Lavezzi, attaccante del Napoli

Ezequiel Lavezzi, il noto attaccante argentino del Napoli, è stato ascoltato oggi in qualità di persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del tatuatore Gianluca Cimminiello dai carabinieri di Castello di Cisterna, nel Napoletano.

Cimminiello è stato ucciso il 2 febbraio scorso perché ha pubblicato su Facebook una foto in cui è ritratto con Lavezzi, grande appassionato di tatuaggi, in cui ci sarebbe anche un messaggio di critica nei confronti di un collega concorrente di Melito. Da qui l’invidia e la vendetta del rivale, con cui la vittima avrebbe avuto un diverbio qualche giorno prima della sua morte.

Lavezzi è stato sentito dal pm Gloria Sanseverino e dal colonnello Fabio Cagnazzo, comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri. Il calciatore è stato convocato per chiarire alcuni aspetti della vicenda ma, a quanto si è appreso, l’attaccante ha precisato di non aver mai conosciuto Cimminniello né di essersi fatto tatuare da questi sottolineando che la sua immagine pubblicata su Internet era un fotomontaggio.