Napoli, Mazzarri: “Faremo i conti alla fine, ma la squadra merita grandi soddisfazioni”

Pubblicato il 7 Febbraio 2011 19:42 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2011 19:43

Walter Mazzarri

ROMA – Non montarsi la testa per continuare a sognare. E’ il messaggio che Walter Mazzarri lancia da Roma al suo Napoli. Il tecnico dei partenopei, nonostante un gap di soli tre punti dalla capolista Milan, non esita a fare orecchie da mercante appena sente pronunciare la parola ‘scudetto’; ma, sotto sotto, si augura che alla fine il 2011 si trasformi nell’anno del Napoli.

“Per quanto stiamo esprimendo in termini di lavoro e in qualita’ di gioco meritiamo grandi soddisfazioni – ha detto Mazzarri, dopo aver ricevuto nella Capitale il ‘Premio Andrea Fortunato’ -. Ma il nostro compito è quello di pensare una partita alla volta, è inutile fare adesso discorsi scudetto, non ci devono interessare. Dobbiamo continuare a far bene, solo alla fine tireremo le somme”.

Insomma, testa bassa e pedalare. Senza farsi distrarre da obiettivi che potrebbero distogliere l’attenzione dalla strada maestra. Strada che, sabato sera, condurra’ gli azzurri proprio allo Stadio Olimpico di Roma per l’anticipo contro Totti e compagni. “Quella con i giallorossi per noi è una finale – ammette Mazzarri – e la dovremo affrontare con lo spirito giusto che ci ha visto ogni volta scendere in campo per cercare la vittoria”. Fare bottino pieno contro gli uomini di Ranieri, pero’, non sara’ facile. “Quella che ci aspetta all’Olimpico sara’ una partita terribile – confessa infatti il tecnico del Napoli – Le assenze in difesa di Mexes e Burdisso (squalificati, ndr) poi non saranno un problema per una squadra come la Roma, ha una rosa importante e sono convinto che i sostituti purtroppo non faranno rimpiangere i titolari”.

A preoccupare Mazzarri è soprattutto il rendimento casalingo della Roma (unica formazione imbattuta davanti ai propri tifosi con otto vittorie e tre pareggi) e la voglia di riscatto dei giallorossi dopo il pesante ko (5-3) contro l’Inter. “Il risultato di San Siro non cambia nulla – dice il tecnico -, abbiamo visto tutti la forza della Roma”. Impossibile, però, è anche non accorgersi del grande campionato del Napoli, ormai a sole tre lunghezze dalla vetta della classifica. “Ma non dobbiamo cambiare il modo di fare e di concepire la filosofia che ci ha animato sinora. Non sposteremo obiettivi e percorsi. La classifica non deve mutare la nostra mentalità – ribadisce con forza Mazzarri -. Abbiamo tante squadre dietro e, come dimostra la nostra sconfitta a Verona col Chievo, sappiamo benissimo che bisogna affrontare ogni partita al massimo della concentrazione altrimenti si rischia di perdere contro chiunque in questo campionato”.

”E non e’ vero che il ko è dipeso dall’assenza di Lavezzi, non e’ mai un giocatore solo a fare la differenza e noi non dipendiamo dal singolo”, ha sottolineato. Tutto vero. Ma, a leggere con attenzione le motivazioni che hanno permesso a Mazzarri di ritirare il premio a Roma, sembrerebbe proprio che l’uomo in piu’ del Napoli non si trovi in campo bensi’ in panchina. “Maestro di calcio e di psicologia: ha valorizzato tutte le potenzialita’ inespresse del parco giocatori che gli era stato affidato, esaltando i grandi talenti individuali e motivando oltremodo i comprimari. Attraverso il gioco, ha cosi ricreato una mentalita’ vincente che a Napoli mancava da 20 anni”. Praticamente dai tempi di Maradona. Dai tempi dell’ultimo scudetto.