Nazionale, Ciro Immobile e Simone Zaza: attacco al futuro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2014 9:04 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2014 9:04
Nazionale, Ciro Immobile e Simone Zaza: attacco al futuro

Nazionale, Ciro Immobile e Simone Zaza: attacco al futuro (Gazzetta)

ROMA – Una rondine non fa primavera ma le indicazioni fornite da Ciro Immobile e Simone Zaza nel corso di Italia-Olanda sono davvero confortanti. Non a caso la Gazzetta dello Sport parla di attacco al futuro oltre che al presente. Riportiamo di seguito l’articolo a firma di Andrea Elefante per la nostra rassegna stampa online.

“La coppia non è scoppiata: è sbocciata. E da giovedì sera il vento azzurro del Sud soffia anche in attacco, non solo in panchina: nella notte di Bari, Conte ha messo il futuro nelle mani di Simone Zaza e Ciro Immobile e quei due l’hanno preso a calci come si deve. Non per sprecarlo: per convincerlo che hanno capito come trattarlo. Dopo Italia-Olanda, ci siamo chiesti ancora una volta perché il nostro attaccante con più gol nei piedi la domenica debbano goderselo negli stadi tedeschi e noi in tv o perché uno come Zaza a 23 anni debba ancora sgomitare nel Sassuolo. Però almeno abbiamo visto un nuovo progetto di formula offensiva, ed è stato un po’ come se i lacci che negli ultimi anni hanno tenuto questa squadra sempre legata allo stesso totem si fossero sciolti tutti insieme.

Mario, e adesso? Dopo Italia-Olanda, Mario Balotelli non è un po’ più fuori da questa Nazionale, ma forse può sentirsi ancora un po’ meno sicuro di esserci dentro per forza. La porta di Conte è aperta per tutti e spalancata per nessuno: dà su una strada che resta lunga, ma Zaza e Immobile si sono incamminati come forse neanche il c.t. sperava. Nei prossimi due-tre giorni li studierà ancora, però a questo punto è forte la tentazione di riproporli anche martedì, a Oslo, dove sudore e gol varranno punti e non solo la sua considerazione.

Paradiso profondità Considerazioni sparse sul perché questa giovane coppia abbia convinto Conte e fatto sentire l’Italia del pallone un po’ meno sfiduciata sulla via di un ricambio generazionale difficile almeno quanto necessario. Anzitutto perché non sono uguali, anzi in campo riescono a fondersi, a completarsi. Immobile vede il paradiso nella profondità del campo e gli sono bastati meno di tre minuti per confermare come possa sbizzarrirsi con il marchio di fabbrica contiano del lancio lungo a scavalcare la difesa: contro l’Olanda un tiro in porta e un gol, ma il fatto che Ciro non stia là ad aspettare di essere cercato lo dimostrano anche i cinque palloni recuperati in 77’ di gioco e soprattutto le due occasioni da gol create, oltre a quella realizzata.

Tiri e sponde Zaza quella profondità ama disegnarla anche per gli altri, ma vive la partita con una fisicità e una generosità tali da riuscire ad aprire spazi per chi arriva da dietro come per se stesso. Due dati non banali, della partita di Bari: in 73’ ha giocato soltanto 20 palloni, meno di tutti gli altri fra gli azzurri di movimento, ma gli sono bastati per tirare più di tutti gli altri, ovvero 5 volte, 2 delle quali nello specchio. E anche per regalare 4 sponde, fra cui una meravigliosa di petto: più di tutti, anche in questo caso. Della serie: guardo sempre la porta, però so guardare anche gli altri. Gli è mancato solo il gol, ma lui sa perché: «Il mio limite è quello di fare i gol più difficili e sbagliare quelli più facili». È un mantra che ama ripetersi e per questo si sarebbe voluto strappare i capelli che non ha quando si è divorato quell’occasione a porta spalancata, solo davanti a Cillessen.
Martellaci Complementari, dunque. Ma con non poche caratteristiche comuni: fame, tendenza al movimento costante, voglia di migliorare. Piccoli estratti del loro pensiero: «Conte è lo stesso martello dei tempi del Siena: quello che mi ci vuole» (Immobile); «Lavoro per migliorare la difesa della palla e i movimenti da fare sul campo, le scelte da compiere in una frazione di secondo» (Zaza). Conte non desidera altro: gente da plasmare, disposta ad ascoltare. Gente disposta a mettere il talento a disposizione dell’organizzazione di squadra: giovedì sera gli brillavano gli occhi nel vedere come Zaza e Immobile si sono impegnati in questo, nel restare «attaccati» alla squadra e sempre dentro la partita. Dall’abc delle sue richieste per le punte, lettura e ripetizione a voce alta di Ciro e Simone: sempre vicini ma non troppo, alti abbastanza per portare il primo pressing e far vivere preoccupati i due centrali olandesi, alti non troppo per avere comunque il tempo di aiutare il centrocampo. Le prime bussole per la rotta ideale di Conte: attaccare anche con cinque uomini, difendere anche con cinque uomini. Con Zaza e Immobile si può: pure a Oslo martedì, a questo punto”.