Mondiali: la nazionale multietnica della Germania arriva terza, ma a Berlino il tifo è proibito agli immigrati

Pubblicato il 12 luglio 2010 10:39 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2010 10:39

La nazionale di calcio tedesca è al terzo posto per aver perso contro la Spagna, campione del mondo 2010. Anche se composta da giocatori che non si possono certo dire tutti dire tedeschi doc, a Berlino alcuni gruppi radicali sia di destra che di sinistra hanno dichiarato che gli immigrati non avrebbero dovuto fare il tifo per la squadra né festeggiare le vittorie perché non avrebbero nulla a che fare con ciò che simboleggia la nazione tedesca.

Immigrati arabi e berlinesi di origine araba, infatti, per esprimere il loro sostegno alla nazionale calcistica, avevano messo un’enorme bandiera tedesca, lunga 20 metri e larga 5, sull’edificio che ospita il loro negozio, ma nottetempo i radicali di sinistra tedeschi l’avevano strappata e tirata giù.

E’ quanto accaduto nel quartiere berlinese Neukölln, con circa 300 mila abitanti e ad alta concentrazione di “stranieri”, di cui il 20 per cento disoccupati, e dove il sindaco Heinz Buschkowsky  ha ingaggiato una lotta senza quartiere contro i movimenti che si oppongono all’integrazione.

La bandiera, appesa all’edificio da Youssef Bassal che, insieme al fratello Moussaf ed a suo cugino Ibrahim, ha un negozio al piano terra, dall’inizio dei mondiali è stata rimpiazzata per ben tre volte al costo di 1500 euro: l’unico politico ad avere espresso la propria solidarietà ai danneggiati è stato Burkhard Dregger del CDU che si è messo davanti al palazzo protagonista degli episodi di intolleranza, al numero 35 della Sonnenalle.

La risposta di Ibrahim Bassal a tutto ciò si può sintetizzare con alcune delle sue parole: “Noi ci sentiamo tedeschi, io sono nato qui come i miei due figli, uno dei miei amici è partito per l’Afghanistan con l’esercito tedesco. Noi ci identifichiamo con la Germania e di conseguenza con la bandiera tedesca”.

La nazionale di calcio era stata accompagnata a Johannesburg col nuovo airbus A380 della Lufthansa, l’aereo passeggeri più grande del mondo con dei letti veri nella prima classe, che, presentato alla fiera aerospaziale di Berlino, l’ILA 2010, ha effettuato il suo primo volo intercontinentale il 6 giugno scorso proprio con i giocatori che a bordo c’erano tutti,  anche quelli di origine nigeriana, turca, ghanese, tunisina, bosniaca, brasiliana, polacca.