Nettuno, allenatore del Civitavecchia è stato aggredito con acqua e benzina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Marzo 2020 15:09 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2020 15:09
Nettuno, allenatore del Civitavecchia è stato aggredito con acqua e benzina

Nettuno, allenatore del Civitavecchia è stato aggredito con acqua e benzina

NETTUNO – Episodio gravissimo a margine della partita del campionato di Eccellenza laziale tra il Nettuno ed il Civitavecchia. Stando a quanto riferito da gazzetta.it in un articolo a firma di Marco Calabresi,  il tecnico degli ospiti, Paolo Caputo, è stato colpito da una bottiglia lanciata da un aggressore. 

All’interno c’erano acqua e benzina. La bottiglia non ha colpito solamente l’allenatore del Civitavecchia ma anche tre calciatori che si trovavano vicino a lui. Per fortuna, non c’erano fonti di calore o le persone colpite sarebbero andate a fuoco. 

Nettuno, l’allenatore del Civitavecchia sarebbe stato aggredito da un suo ex dirigente. 

Chi è stato il colpevole di un gesto così ignobile e pericoloso? Nessun tifoso del Nettuno. Il pubblico di casa si è comportato in maniera esemplare. Come scrive gazzetta.it in un articolo a firma di Marco Calabresi,  dopo un pomeriggio di indagini e ricerche, la Polizia ha identificato l’aggressore: si tratterebbe di un ex dirigente del Civitavecchia, che qualche settimana fa era stato allontanato dalla società per contrasti proprio con l’allenatore, con il quale c’erano evidenti vecchi rancori.

Il comunicato del Nettuno, completamente estraneo ai fatti:  “In merito a quanto successo quest’oggi al tecnico ospite Caputo, prima dell’incontro in programma contro il Civitavecchia, presso il nostro centro sportivo, la società ASD Virtus Nettuno comunica di essere completamente ed assolutamente estranea all’accaduto – si legge -.

Il tutto si è svolto fulmineamente intorno alle ore 13:20, quindi circa un’ora e quaranta minuti prima dell’inizio del match e, nonostante qualcuno sulle prime abbia ben pensato di addossare a noi la responsabilità, in seguito si è capito che sia stato qualcosa riconducibile esclusivamente all’ambiente del Civitavecchia, sembra per acredini personali.

Qualora ce ne fosse bisogno di dimostrare la nostra buona fede, siamo stati noi a contattare la forza pubblica, ivi compreso il reparto investigativo, per fare chiarezza su quanto accaduto e nel contempo lo stesso direttore di gara ha messo a referto che chi si è reso responsabile di tale gesto non era riconducibile alla nostra società”.