Newcastle, lo sponsor è uno “strozzino”? Wonga e l’interesse 1% al giorno

di Emiliano Condò
Pubblicato il 17 ottobre 2012 18:44 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2012 18:45

La “simulazione” della maglietta del Newcastle con lo sponsor Wonga

NEWCASTLE – Uno sponsor, in teoria, come tanti altri. Ovvero un marchio sulla maglietta dei calciatori che vuole “riprodursi” sulle magliette dei tifosi e vendersi. Solo che gli sponsor non sono proprio tutti uguali: ne sanno qualcosa a Newcastle, nord dell’Inghilterra,  dove la squadra di calcio locale, squadra di medio livello nella Premier League, ha scelto di vestirsi con il marchio Wonga.com.

Il problema, perché sta diventando tale, è che Wonga altro non è che una società che presta soldi ai privati e poi li richiede indietro con gli interessi. Ed è una società che lo fa a un tasso di interesse che se lo leggi distrattamente sembra innocuo mentre se ci fai attenzione è da incubo: 1% al giorno.

Gli inglesi, stampa in primis, non ci vanno leggeri e parlano di “loan shark” che letteralmente sta per squali dei prestiti. Un modo appena più elegante per dire strozzini.

Così la super sponsorizzazione, perché il Newcastle incamera 24 milioni di sterline che non sono esattamente un’inezia, fa arrabbiare più di qualcuno. Ci sono i tifosi che sono divisi più o meno a metà tra chi da tifoso trasforma i soldi in giocatori e non guarda in bocca a caval donato (o meglio prestato) e chi invece invoca la “dubbia moralità” della scelta. E poi ci sono i giocatori. Il Newcastle ne ha alcuni di fede musulmana che palesemente non gradiscono anche perché il prestito a usura non è esattamente tra le pratiche incoraggiate nel Corano. E poi c’è anche il Parlamento perché la faccenda dello “sponsor strozzino” è finita anche alla Camera con tanto di interrogazione dedicata al tema. L’argomento è semplice: sponsorizzare vuol dire incoraggiare.

E nello specifico i più esposti sono i poveri perché Wonga è specializzata nel prestito di piccole cifre a breve termine. Il target tipico sono quelle famiglie in difficoltà cui magari mancano 200 sterline per un imprevisto o per arrivare a fine mese. 200 sterline destinate a diventare, magari dopo due mesi, molte di più da restituire.

Chi non fa una piega è la società Newcastle: 24 milioni di sterline sono un’offerta troppo ghiotta. Difficile che si torni indietro: