Olimpiadi, sport equestri. Germania favorita, la insidiano Usa e Gran Bretagna

Pubblicato il 24 luglio 2012 14:56 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2012 14:56

Dressage olimpico

LONDRA, GRAN BRETAGNA – Compiono 100 anni di presenza ai Giochi Olimpici ma non li dimostrano, gli sport equestri, che a Londra celebreranno la ricorrenza con una festa in grande stile alla presenza della principessa Haya di Giordania, presidente della Fei (la Federazione equestre internazionale), e prima amazzone araba a gareggiare in competizioni internazionali di alto livello.

Proprio l’avvento massiccio negli ultimi tempi degli sceicchi, la tradizione e quel tocco di glamour che non manca mai in una disciplina cara a principi e teste coronate, rendono questo sport, cosi’ lontano dai clamori mediatici, assai ammiccante a dispetto della sua longevita’. Quest’anno poi si gareggera’ in Inghilterra, cuore della tradizione. Il campo di gare per le tre discipline (dressage, completo e salto a ostacoli) verra’ disegnato tra i saliscendi del parco pubblico di Greenwich, zona est di Londra.

L’Italia, a caccia di una medaglia che manca dal 1980 (Roman oro a Mosca nel completo), si presenta con un contingente ridotto ma competitivo anche se andare a medaglia non sara’ facile, con gli azzurri che hanno fallito la qualificazione nei concorsi a squadre. Di gran qualita’ il campo di partecipazione, a cominciare dal dressage, la piu’ antica delle tre discipline. Sedici i cavalli in gara nell’individuale, di cui almeno dieci quelli in grado di arrivare a medaglia.

Si profila un duello tra Gran Bretagna e Germania: i padroni di casa puntano su Charlotte Dujardin in sella a Valegro, Carl Hester sul suo Uthopia e Laura Bechtolsheimer con Mistral. I tedeschi rispondono con Totilas, Damon Hill e Desperados. Ma occhio anche all’olandese Parzival montato da Adelinde Cornelissen, campione europeo e vincitore della Coppa del Mondo e all’americano Steffen Peters, quarto per un soffio a Pechino. In una specialita’ che non ha mai regalato troppe soddisfazioni all’Italia, si punta sull’ ‘enfant prodige’ Valentina Truppa, due volte campionessa europea da junior.

Nel salto a ostacoli, dove i fratelli D’Inzeo hanno scritto la storia, l’Italia non ci sara’. La squadra che tanto bene aveva fatto agli Europei del 2009, per una serie di vicissitudini si e’ sfaldata. Colpa anche delle difficolta’ economiche che tutto il settore attraversa, con i ricchi arabi che ne approfittano scippandoci i cavalli migliori. Per quanto concerne la gara, i britannici proveranno a far valere il fattore campo con uno dei loro  portabandiera storici, Nick Skelton.

Ma la squadra da battere rimane la Germania, con 6-7 cavalieri in grado di andare a medaglia. Proprio i Paesi arabi (Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi) tra i possibili outsider. Non ci sara’ Dalma Rushdi Malhas, 19enne amazzone dell’Arabia Saudita con nonna italiana. Per l’atleta che fino a due anni fa si allenava a Roma con Duccio Bartolucci sarebbe stata la prima presenza femminile ai Giochi per il suo Paese. Molto alto il livello anche nel completo. Anche qui dovrebbero essere Gran Bretagna e Germania a fare la parte del leone. La squadra tedesca, in particolare, e’ molto cresciuta facendo man bassa agli ultimi Europei di specialita’. Michael Jung, campione mondiale ed europeo, e’ l’uomo da battere.

Dietro ci sono Nuova Zelanda e Stati Uniti. E poi l’Italia presente con l’appuntato scelto dei carabinieri Stefano Brecciaroli e l’aviere capo Vittoria Panizzon. ”Gli azzurri – come spiega il ct Francesco Girardi – non sono mai stati cosi’ competitivi come in questa edizione dei Giochi”. Brecciaroli, quinto agli ultimi Europei dietro i tedeschi, coltiva la speranza di un podio ma anche la Panizzon conta su un buon piazzamento. Da segnalare la presenza del veterano neozelandese Marc Tood (oro a Los Angeles e Seul), a 56 anni ancora sulla breccia, e, per i colori di Sua Maesta’, di Zara Phillips, nipotina della regina Elisabetta e figlia della principessa Anna.

A sfidarli c’e’ anche un giapponese che non ti aspetti: Kenki Sato, 28 anni, monaco buddista del tempio di Myoshoji. E’ figlio e fratello d’arte, dato che il padre era componente della squadra giapponese d’equitazione negli anni ’80 e il fratello maggiore ha partecipato ai giochi di Pechino. La squadra giapponese di equitazione vanta anche l’atleta piu’ anziano dei Giochi: Hiroshi Hoketsu, 72 anni compiuti a marzo, e’ uno specialista di dressage ed alla sua terza olimpiade dopo Tokyo 1964 e Pechino 2008.