Padova, vietata allo stadio bandiera della Serenissima. Questore: “Allo stadio solo quelle dei club”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2019 13:57 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2019 14:46
Padova, vietata allo stadio bandiera della Serenissima. Questore: "Allo stadio solo quelle dei club"

La Bandiera della Serenissima

PADOVA – È polemica sull’episodio avvenuto ieri, domenica 10 novembre, allo stadio Euganeo di Padova, dove gli steward hanno sequestrato una bandiera col leone di San Marco, conosciuta anche come quella della Repubblica Serenissima, a un ragazzino di 14 anni (accompagnato dalla mamma e dal fratello minore).

Nella curva del Padova, la bandiera incriminata è sempre stata esposta senza problemi: l’episodio ha suscitato la reazione degli ultras, che nel secondo tempo hanno staccato gli striscioni e hanno sospeso i cori per 5 minuti in segno di protesta, per poi riprendere a tifare intonando il coro “Bastardi noi siamo il Veneto”.

Il questore Paolo Fassari ha detto che la normativa consente l’accesso solo alle bandiere delle due squadre in campo e al tricolore, aggiungendo che la bandiera col leone di San Marco è da considerarsi “venetista”.

Bandiera Serenissima, le reazioni politiche.

“Vietare l’ingresso in uno stadio alla bandiera con il Leone di San Marco dei tifosi veneti è quantomeno incivile”: lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia riferendosi a quanto accaduto prima di Padova-Sudtirol. “Per quanto accaduto – ha aggiunto – chiederò l’intervento del ministro dell’interno”. 

Il deputato leghista Massimo Bitonci ha depositato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per chiedere “se non ritenga opportuno approfondire la dinamica della vicenda” per capire “le ragioni per le quali sarebbe stato fatto divieto di accedere allo stadio con la bandiera del Veneto”.

Fabrizio Boron, consigliere veneto della Lista Zaia, sollecita “che dai piani alti del Viminale arrivino precise, chiare e soprattutto valide spiegazioni. Vietare l’ingresso della bandiera di San Marco allo stadio profuma di gravissimo atto di repressione, mascherato da innocuo provvedimento. A questo punto – aggiunge Boron – il fatto si somma a quanto sta non-avvenendo con l’Autonomia: potrei pensare che a Roma l’Autonomia e le capacità del popolo veneto facciano paura e non poca”.

Silvia Rizzotto, capogruppo regionale della Lista Zaia, si chiede “da quale articolo della Costituzione, questa volta, il Governo farà uscire l’illegittimità ad essere ‘troppo veneta’ una bandiera. Da Roma stanno dando schiaffi in faccia ai veneti uno dietro l’altro. Ma hanno sbagliato Regione; vadano a fare i repressivi dove i loro slogan elettorali fanno ancora presa”.

Sulla questione è intervenuto anche Nicola Finco, capogruppo della Lega in Regione Veneto: “quanto accaduto a Padova – afferma – è un fatto gravissimo, soprattutto perché viene da un rappresentante dello Stato, il Questore Paolo Fassari, che dovrebbe conoscere la storia della nostra Regione, quella in cui lui svolge il suo ruolo pubblico. Stiamo parlando non del simbolo di un partito o di una corrente politica, ma di una terra, dell’identità di un popolo”.

Bandiere Serenissima, il regolamento.

Da oltre dodici anni è in vigore una determinazione dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive che consente di introdurre negli stadi striscioni o quanto ad essi assimilabili solo se preventivamente autorizzati. Lo spiega la Questura di Padova in riferimento all’episodio.

Nel rilevare che “possono liberamente essere introdotte ed esposte le bandiere riportanti i colori sociali delle due squadre che disputano l’incontro”, la Questura sottolinea “che anche in occasione della partita di Coppa Italia Padova-Vicenza, disputata lo scorso 6 novembre, è stato consentito l’accesso esclusivamente alle bandiere con i colori sociali delle due squadre in competizione. In entrambe le circostanze nessuna bandiera è stata sequestrata”.

Fonte: ANSA