Pallavolo, negano panchina a figlio down: coach squalificato

di Aldo Pirrone
Pubblicato il 21 Novembre 2015 17:25 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2015 17:26
Negano panchina volley a figlio down: coach squalificato

Pallone da Pallavolo

GROSSETO – Ad un allenatore di volley del campionato femminile di B2 è costata la squalifica per una giornata la protesta per il comportamento dell’arbitro che ha fatto alzare dalla panchina il figlio del coach, un ragazzo disabile, perché non autorizzato dal regolamento a stare con lo staff tecnico.

E’ accaduto in occasione della partita del Gao Orbetello, in trasferta a Sesto Fiorentino. La vicenda è riportata dai media locali. Matteo, il figlio ventenne del coach Andrea Bartolini che allena la compagine delle ragazze maremmane, è affetto dalla sindrome di down.

I due arbitri che dirigevano l’incontro hanno impedito l’accesso in panchina da parte del ragazzo, cosa che non era mai avvenuta nelle altre partite. Il giovane è stato tesserato come dirigente chiedendo una deroga alla federazione, ma il regolamento dice che di dirigenti in panchine ce ne può stare soltanto uno.

I due arbitri, quindi, non hanno acconsentito l’accesso al ragazzo che è stato fatto accomodare dietro la panchina, insieme al medico e al personale addetto al pronto soccorso.

Il padre, dopo la partita, si è sfogato con gli arbitri. Ed è stato squalificato per una giornata.

“Quello che è successo – scrive Bartolini sul suo profilo Facebook – è brutto. Non vi potete immaginare lo stupore di Matteo che comunque da buon atleta ha accettato questa decisione a dir poco vergognosa. Alla fine della partita da noi persa meritatamente 3-0 mi sono permesso di dire a quei due personaggi che sicuramente alcune loro decisioni in momenti importanti non sono state a noi favorevoli ma che quello che hanno fatto nei confronti di Matteo meritava di essere raccontato. Risultato di tutto questo mi trovo squalificato per una giornata (cosa sicuramente poco importante), però permettetemi di dire alle due persone che sicuramente diventeranno dei bravissimi arbitri ma la loro sensibilità nei confronti di chi ha qualche problema è pari a zero e questa cosa non si compra e non si impara, o ce l’hai o non ce l’hai. Grazie lo stesso anche per Matteo”.