Panucci: “Ho fatto il benzinaio. Milan, scuola di vita. Roma come una bella donna che ti lascia…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Febbraio 2020 17:56 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2020 17:58
Panucci: "Ho fatto il benzinaio. Milan, scuola di vita. Roma come una bella donna che ti lascia..."

Panucci parla della sua carriera: “Milan scuola di vita, Roma? Una bella donna che ti lascia…” (foto Ansa)

ROMA – Christian Panucci, allenatore ed ex calciatore, tra le altre, di Roma, Genoa e Milan, è stato intervistato da Simone Lo Giudice per ilposticipo.it. Nel corso di questa intervista, ha parlato dei suoi primi anni da calciatore ma anche del suo percorso da allenatore. Panucci ha ricordato con piacere le sue esperienze con le maglie di Roma e Milan. 

Panucci, da benzinaio a campione: ecco il suo racconto. 

Quando Panucci faceva il benzinaio: “A 15 anni sono andato via di casa perché mamma e papà non arrivavano a fine mese e discutevano molto per questo. All’epoca vivevo a 40 km da dove mi allenavo, ma la squadra credeva in me e mi aveva preso a vivere nel convitto.

Non volevo chiedere soldi ai miei genitori e allora andavo dal benzinaio a Genova Pegli: mi davano 50mila lire a settimana. Da quel momento in poi ho cominciato la trafila nel settore giovanile fino alla prima squadra. All’epoca ho imparato tante cose, anche ad avere rispetto dei soldi. Ho cercato di non dimenticarmi mai da dove sono partito”.

La sua consacrazione con la maglia del Milan: “All’epoca avevo cominciato anche a guadagnare qualche soldino… I senatori del Milan mi hanno fatto capire quale era la strada giusta perché erano grandissimi professionisti, lavoratori eccezionali. Avranno intravisto certe qualità in me e mi hanno aiutato tantissimo.

Sono riconoscente a loro, a Berlusconi e a Galliani per la cultura del lavoro che mi hanno trasmesso e che mi sono portato per tutta la mia carriera: arrivare un’ora prima all’allenamento, andare a casa un’ora dopo, fare una vita sana e riposare.

Quella squadra non tornerà mai più nella storia del calcio, quel Milan è stato una scuola di vita. Ariedo Braida mi portava a 19 anni alle mostre per farmi vedere i quadri e farmi crescere culturalmente. Berlusconi era un fuoriclasse assoluto insieme a Galliani e Braida: la triade del Milan era unica.”.

La storia d’amore con la Roma: “Ho giocato per nove anni a Roma e vivo qui. Porto la Roma nel cuore, ma faccio fatica a parlarne perché è come una donna che ami e che ti ha lasciato e di cui non vuoi parlarne. Della Roma ne parlo sempre poco perché la amo.

Per quello che ho dato sì, alla fine non sono andato via per i tifosi: quando sono tornato all’Olimpico con la maglia del Parma mi hanno riservato una bella accoglienza. Qualcuno a Roma non si è comportato bene nei miei confronti” (fonte Simone Lo Giudice per ilposticipo.it).