Paolillo attacca Platini: “Il Fair play finanziario penalizza l’Italia”

Pubblicato il 26 Gennaio 2012 19:25 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2012 19:25

Ernesto Paolillo (LaPresse)

MILANO – ”Le regole del fair-play finanziario sono indispensabili per garantire un buon futuro al calcio, ma nei prossimi anni penalizzeranno la competitivita’ delle squadre italiane in Europa.”

Questo quanto dichiarato da Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell’Inter, a Nyon a margine di una giornata dedicata al fair-play finanziario.     Il dirigente nerazzurro e’ uno dei rappresentati dei club che si sono espressi sulla nuova normativa a seguito di un invito dell’Uefa proprio perche’ ha partecipato alla sua creazione in seno ad una task force.

”L’industria del calcio non puo’ continuare ad aumentare i propri debiti. Altrimenti, il calcio rischia di ritrovarsi in situazione simili a quelle dell’Italia, della Spagna o della Grecia in materia di bilancio”, ha spiegato Paolillo.

Pur se necessaria, la nuova normativa Uefa – che vieta ai proprietari di coprire con fondi propri piu’ di 45 milioni di euro l’anno di disavanzo se son per spese dedicate ad infrastrutture o al settore giovanile, pena l’esclusione dalle Coppe dalla stagione 2014-2015 – dovrebbe penalizzare la competitivita’ delle squadre italiane. ”Investire negli stadi e’ quasi impossibile.

Solo la Juventus ne ha uno di proprieta’. Attendiamo una legge sugli stadi da anni. Finche’ non sara’ votata sara’ molto difficile per i club sapere che progetto possono realizzare”.

Altra voce in cui l’Italia e’ in grave ritardo, quella del marketing. ”Il tifoso spende in Italia la meta’ di uno spagnolo ed il terzo di uno inglese ogni anno per il proprio club”, spiega Paolillo. Ovviamente, une buona parte di cio’ che acquista il tifoso italiano non  e’ materiale ufficiale. ”Ma cosa possono fare  le societa’?”, si interroga Paolillo, ”Verificare ogni bancarella? E’ un compito delle autorita’.”

Tuttavia, a piu’ lungo termine, la situazione potrebbe cambiare. ”A volte, proprio da periodi difficili nascono le migliori idee”, conclude Ernesto Paolillo.