Tangenti per evitare controlli fiscali, Paolo Maldini alla sbarra: “Sono parte lesa, lo dimostrerò”

Pubblicato il 23 Novembre 2010 11:13 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 11:13
Paolo Maldini

Paolo Maldini

”Sono contento perché finalmente riuscirò a dimostrare la mia assoluta estraneità  ai fatti contestati. Io sono parte lesa, anche se sono diventato indagato”. Così ha detto l’ex terzino rossonero Paolo Maldini rispondendo alle domande dei cronisti, prima di entrare nell’aula del Tribunale di Milano dove si tiene l’udienza preliminare che lo vede imputato, assieme a una cinquantina di persone, per corruzione e accesso abusivo a sistema informatico.

Stando alle indagini del pm di Milano Paola Pirotta, Maldini avrebbe dato soldi a un funzionario dell’Agenzia delle entrate per evitare controlli fiscali e allo stesso dirigente si sarebbe affidato anche per una verifica illecita in merito a un’operazione immobiliare che in Toscana.

Il suo legale, l’avvocato Danilo Buongiorno, ha spiegato che non chiederà ”alcun rito alternativo, abbreviato o altro”. L’avvocato ha aggiunto: ”Ci difenderemo dall’accusa dimostrando che è successo esattamente il contrario”.

Ossia, secondo la difesa, sarebbe stato lo stesso funzionario dell’Agenzia delle entrate, Luciano Bressi, a sottrarre soldi dalle casse della società, la Velvet, di Paolo Maldini e di sua moglie. ”Abbiamo già presentato una denuncia-querela penale nei confronti del Bressi”, ha spiegato l’avvocato. Dunque, secondo la difesa, non c’è stata alcuna corruzione, ma anzi sono stati sottratti soldi dalla società.