La Juventus rifiuta i giudici Figc: “Avete già deciso”. Replica: “Inammissibile”

Pubblicato il 1 agosto 2012 15:34 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2012 17:56
Antonio Conte e Leonardo Bonucci

Antonio Conte e Leonardo Bonucci (LaPresse)

ROMA – “Avete già deciso”, vogliamo altri giudici. La reazione della Juventus al no della Commissione federale al patteggiamento di Antonio Conte è rabbiosa, quasi come quella dei tifosi che in mattinata hanno contestato il procuratore Federale Stefano Palazzi al Foro Italico.

Così pochi minuti dopo il no all’accordo raggiunto ieri tra Palazzi e Conte che prevedeva tre mesi di squalifica i  legali della Juve hanno chiesto la ricusazione dei giudici della Commissione Disciplinare e lo stralcio della posizione del tecnico Antonio Conte e del viceallenatore Angelo Alessio. Ricusazione che è stata a sua volta dichiarata inammissibile dalla Commissione Disciplinare. Questa la posizione degli avvocati della Juventus:

”Respingendo il patteggiamento avete già deciso. La Corte Costituzionale nel 1992 – ha dichiarato l’avvocato Luigi Chiappero – ha detto con estrema chiarezza che non può giudicare un giudice che ha rigettato la richiesta di pena concordata. Chiedo a questa Commissione che, una volta dichiarate non accoglibili le istanze, venga dichiarato lo stralcio perché un’altra Commissione possa giudicare quello che è già stato giudicato”.

I legali juventini, quindi, si sono dichiarati pronti a rivolgersi alla Commissione di Garanzia della Giustizia Sportiva per violazione del dovere di terzietà.

La Commissione Disciplinare, dal canto suo ha dichiarato inammissibile l’istanza di ricusazione presentata dai legali della Juventus nei confronti della stessa Commissione. Queste le motivazioni dell’inammissibilità del ricorso fornite dal presidente della Commissione Disciplinare:

”Il patteggiamento è un accordo negoziale tra le parti e non un accertamento nel merito effettuato dall’organo di giustizia”, ha precisato il presidente della Commissione Disciplinare, Sergio Artico. L’ordinamento sportivo non prevede alcun obbligo di sospensione né incompatibilità per il giudice. E poi l’istanza di ricusazione è arrivata dopo l’apertura del dibattimento. È quindi inammissibile”.