Petrachi si sfoga: “Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma e dai tifosi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Settembre 2020 17:51 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2020 17:51
Petrachi si sfoga: "Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma dai tifosi"

Petrachi si sfoga: “Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma e dai tifosi” (foto Ansa)

L’ex ds della Roma Petrachi si è sfogato: “Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma e dai tifosi”.

L’ex ds della Roma Petrachi si è sfogato in una lunga intervista rilasciata all’Ansa.

“Ho tentato di alzare un muro, di mettere uno scudo a difesa del gruppo, mi sono ritrovato solo contro tutti – le sue parole all’Ansa -.

Sono stato abbandonato da una proprietà troppo distante da Roma, dalla Roma e dai tifosi. Sono stato lasciato solo a combattere. 

Avevo chiesto a Pallotta di allontanare gli elementi che violavano i segreti dello spogliatoio e del campo o, ancor peggio, che minavano i rapporti interni. 

Come quando, ad esempio, inventarono addirittura un litigio tra me e Dzeko.

Quegli stessi elementi che avrebbero dovuto dimostrare fedeltà alla causa della Roma, rispettando il sacro silenzio dello spogliatoio, e che, invece, hanno preferito rendere pubblico l’esperimento della difesa a tre deciso da Fonseca, oppure l’infortunio di Pellegrini“.

Quando l’ex ds scese nello spogliatoio…

Petrachi ha svelato anche un retroscena su un suo gesto forte nell’intervallo di Sassuolo-Roma.

“E magari secondo qualcuno, avrei dovuto pure evitare di andare nello spogliatoio nell’intervallo del match con il Sassuolo sul 3-0, per spronare i giocatori a non calpestare la stessa loro dignità.

Vedere una squadra da me costruita essere umiliata così è stato un colpo al cuore.

E se quella sera sono sceso nello spogliatoio l’ho fatto solo ed esclusivamente per la Roma e per i suoi tifosi, soprattutto per quelli che nonostante l’enorme delusione erano lì e non smettevano mai di cantare.

Sì, già a gennaio, a fronte anche di un programma di ulteriore ridimensionamento ordinato del presidente Pallotta, ho capito che non sarebbe stato semplice realizzare quel progetto triennale che mi era stato affidato solo pochi mesi prima.

Alla fine  mi è stato fatto pagare un conto esagerato, e questo solo per aver difeso la Roma dentro e fuori dal campo, facendo solo gli interessi della squadra.

Tuttavia, taluni hanno voluto bocciarmi per i miei limiti nella comunicazione, alcune volte troppo diretta, ma sempre sincera.

Quello che posso dire però, è che resterò orgoglioso del lavoro svolto fino ad oggi nella mia carriera e anche nella Roma.

Infine, faccio i miei migliori auguri a Dan e Ryan Friedkin e a tutta la nuova proprietà, nella speranza che riescano fin da subito a capire che questa città e questi tifosi hanno bisogno di una grande squadra che possa tornare il più presto possibile alla vittoria. Roma merita questo“ (fonte Ansa).