Pro Patria-Milan, sindaco Busto Arsizio: “Da Boateng reazione impropria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Gennaio 2013 18:15 | Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2013 19:32
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La reazione di Boateng agli insulti razzisti

BUSTO ARSIZIO – “E’ colpa soprattutto di quattro deficienti, magari anche di quattro professionisti che non hanno saputo fare il loro lavoro, intendo arbitro e alcuni giocatori” Così, in un’intervista all’Ansa, il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, a capo di una coalizione di centrodestra, commenta lo stop di Pro Patria-Milan, definendo “impropria” la reazione di Boateng che “tira un pallone a 200 kmh contro un tifoso”.

Farioli ha spiegato che era allo stadio, seduto di fianco al direttore sportivo del Milan Ariedo Braida, “e dalla tribuna non ho sentito nulla. Mi hanno detto – spiega – che ci sono stati tre-quattro pirla che forse non sono neanche di Busto che hanno gridato qualche buu ai giocatori”.

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Ma, prosegue, “l’arbitro ai primi segnali doveva fermare il gioco, chiamare i capitani e avvisare tramite lo speaker che al buu successivo la partita sarebbe stata sospesa definitivamente, cosa che è stata fatta autonomamente dalla società”.

“Se questi professionisti avessero svolto il loro ruolo non sarebbe stata rovinata una festa che a quel punto non poteva più continuare – prosegue – Boateng ha tirato il pallone a 200 km all’ora su tifoso, e sappiamo tutti che un fallo di reazione di un professionista è sanzionato molto peggio rispetto a un fallo di gioco e che in qualunque altro stadio d’Italia sarebbe stato espulso. Ma se fosse stato al Bernabeu o a San Siro non avrebbe avuto questa reazione impropria”.

La società Milan “si è comportata benissimo” e altrettanto hanno fatto “il 99% dei tifosi di Busto che hanno dato un esempio di alta moralità e di etica, applaudendo i giocatori mentre uscivano dal campo. E’ giusto che sia stato dato un segnale ma mi auguro che accada lo stesso a San Siro, a Torino e in qualsiasi altro stadio d’Italia”.

D’altronde, ricorda Farioli, “Busto Arsizio è un tempio dello sport per le famiglie, come ha sempre dimostrato soprattutto nella pallavolo (la Yamamay è campione d’Italia nel volley femminile, ndr) e non può essere accomunata a quattro deficienti”.

“Domani – ha concluso Farioli – convocherò una riunione con la società e con i gruppi organizzati di tifosi per capire chi sono i responsabili di quanto accaduto e per ridare dignità e forza alla nostra città che non ha avuto la festa di sport che doveva avere”.