Protesta Curva Sud, As Roma risponde: “Colti di sorpresa”

di redazione blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2015 18:53 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2015 18:53
Poi è arrivata la decisione del Prefetto: «Il documento del 26 giugno fa riferimento al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui abbiamo partecipato. In quel contesto ci furono comunicate una serie di iniziative, indicate dal questore, che bisognava adottare allo Stadio Olimpico per consentirci di aprire l’impianto. Quello che ci è stato comunicato era sostanzialmente insindacabile. Da quel momento abbiamo iniziato una serie di attività volte a mitigare le richieste che ci erano state fatte. Se non le avessimo adottate l’alternativa era quella di chiudere lo stadio. Tutto questo ci è stato comunicato in quella sede il 26 giugno. Considerando che avevamo praticamente concluso la campagna abbonamenti, abbiamo dovuto riaprirla. Dai primi di luglio abbiamo iniziato questa campagna mastodontica di ricollocazione. Tra le varie richieste ricevute, oltre all’innalzamento delle barriere laterali dei Distinti, la suddivisione delle Curve, le aree di prefiltraggio. Quello che ci ha creato tantissimi problemi è stata la riduzione della capienza: da 8700 posti a una richiesta iniziale di 7000. Non volevamo creare problemi a coloro che avevano già comprato l’abbonamento. Abbiamo spiegato quali erano le grosse problematiche e siamo arrivati alla cifra di 7500 anziché 7000. Questo ci ha permesso qualche piccolo margine per fare degli spostamenti, ad esempio dalla Curva centrale destra alla Curva centrale sinistra, oppure dalle Curve centrali a un altro settore, fino all’estrema soluzione del rimborso. Abbiamo consentito tutte queste operazioni per cercare di mettere nelle migliori condizioni i nostri tifosi».

Curva Sud deserta nella foto LaPresse

ROMA – Le parole del Prefetto Gabrielli hanno colto di sorpresa i dirigenti della Roma. Che ha accettato e sostenuto, pur non condividendola, la decisione di dividere le curve. La replica è stata affidata al responsabile ticketing della società giallorossa, Carlo Feliziani, che è intervenuto alla radio ufficiale del club. Ha risposto punto per punto alle dichiarazioni del Prefetto. Ne parla Il Corriere dello Sport in un articolo a firma di Guido d’Ubaldo. 

 «Il 15 aprile è partita la campagna abbonamenti 2015/16. È una data molto importante perché ci fa capire quello che è successo dopo e che ha creato problematiche che in linea di massima abbiamo risolto. Ma chiaramente hanno generato, anche rispetto ai tifosi, situazioni che poi sono state gestite con grandi difficoltà, proprio perché ci sono state comunicate veramente con grande ritardo rispetto all’inizio della campagna abbonamenti. Dal 15 aprile la Curva Sud centrale è andata quasi esaurita in un mese e mezzo».

Poi è arrivata la decisione del Prefetto: «Il documento del 26 giugno fa riferimento al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a cui abbiamo partecipato. In quel contesto ci furono comunicate una serie di iniziative, indicate dal questore, che bisognava adottare allo Stadio Olimpico per consentirci di aprire l’impianto. Quello che ci è stato comunicato era sostanzialmente insindacabile. Da quel momento abbiamo iniziato una serie di attività volte a mitigare le richieste che ci erano state fatte. Se non le avessimo adottate l’alternativa era quella di chiudere lo stadio. Tutto questo ci è stato comunicato in quella sede il 26 giugno. Considerando che avevamo praticamente concluso la campagna abbonamenti, abbiamo dovuto riaprirla. Dai primi di luglio abbiamo iniziato questa campagna mastodontica di ricollocazione. Tra le varie richieste ricevute, oltre all’innalzamento delle barriere laterali dei Distinti, la suddivisione delle Curve, le aree di prefiltraggio. Quello che ci ha creato tantissimi problemi è stata la riduzione della capienza: da 8700 posti a una richiesta iniziale di 7000. Non volevamo creare problemi a coloro che avevano già comprato l’abbonamento. Abbiamo spiegato quali erano le grosse problematiche e siamo arrivati alla cifra di 7500 anziché 7000. Questo ci ha permesso qualche piccolo margine per fare degli spostamenti, ad esempio dalla Curva centrale destra alla Curva centrale sinistra, oppure dalle Curve centrali a un altro settore, fino all’estrema soluzione del rimborso. Abbiamo consentito tutte queste operazioni per cercare di mettere nelle migliori condizioni i nostri tifosi».