Radja Nainggolan: “Roma, firmo a vita. Via solo se mi cacciano”

Pubblicato il 3 febbraio 2018 17:32 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2018 17:32
Radja Nainggolan: "Roma, firmo a vita. Via solo se mi cacciano"

Radja Nainggolan: “Roma, firmo a vita. Via solo se mi cacciano”.
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

ROMA – “Potrei firmare a vita per la Roma. A meno che la società un giorno decida di cacciarmi”. Lo dice Radja Nainggolan, a Sky, parlando per la prima volta dopo le indiscrezioni su una possibile cessione in Cina. “Qui ho tutto – ha detto il centrocampista belga – In questi casi neanche i soldi ti fanno cambiare idea”

Di Francesco in sala stampa

Cambiare direzione per ritrovare la strada. Per uscire dalla crisi Eusebio Di Francesco sta pensando seriamente di accantonare per un po’ il suo fidato 4-3-3 e affidarsi al 4-2-3-1, “modulo con cui ho cominciato ad allenare”. La novità tattica in casa Roma, complice l’ennesimo forfait di De Rossi (“non sarà convocato, abbiamo deciso di farlo allenare ancora per averlo al meglio col Benevento”) dovrebbe andare in scena al Bentegodi nella gara col Verona, sfida delicatissima per i giallorossi che in campionato hanno racimolato la miseria di tre punti nelle ultime sei partite.

“Domani deve essere un punto di ripartenza dopo questo periodo negativo – sottolinea Di Francesco alla vigilia -. Ho visto la squadra allenarsi molto bene, con la testa giusta, con la voglia di riconquistarsi la fiducia dell’ambiente che ci circonda”. Il tecnico mette però in guarda i suoi giocatori dalle insidie della trasferta. “Mi aspetto una gara differente rispetto a quella dell’andata – quando la Roma si impose con un netto 3-0 all’Olimpico -. Il Verona sul mercato si è rinforzato molto, specialmente nel reparto avanzato si è rinnovata in positivo”.

A Trigoria invece sono state più le uscite che le entrate, ma Di Francesco tutto sommato può ritenersi soddisfatto visto che alla fine Dzeko non si è mosso: “Sono molto contento che sia finito il mercato. Edin l’ho trovato disponibile prima, e molto più sereno e convinto adesso – sottolinea -. Fortunatamente la società ha scelto di tenerlo, e il ragazzo nonostante queste voci ha sempre avuto ottimi atteggiamenti nei confronti del gruppo quindi non ci sono spaccature all’interno delle squadra. C’è solo il desiderio e la voglia di riscattarsi. Tutti quanti noi di chiacchiere ne facciamo tante, ma ora servono i fatti, serve vincere. Possiamo centrare l’obiettivo di arrivare tra le prime quattro, e poi siamo ancora in Champions League dove cercheremo di fare del nostro meglio”.

E chissà che proprio la svolta tattica in mente per Verona non contribuisca a rilanciare le ambizioni della Roma. Di Francesco ci ha lavorato in settimana, ma preferisce non sbilanciarsi. “Se giocheremo col 4-2-3-1? Tutto può essere, potrei mettere la squadra anche col 5-3-2. Ho provato un paio di sistemi di gioco, alcune soluzioni, ma non è detto che non possa riproporre il 4-3-3 – chiarisce -. Under domani è tra i possibili titolari, e poi giocherà uno tra Perotti ed El Shaarawy. Se cambiare modulo rappresenta un’ammissione di colpa? Non lo so, faccio quello che mi sento di fare, in grande serenità. E se dovessi cambiare sarà per il bene della Roma, per cercare di vincere”. Nel club ancora nessuno ha messo in discussione l’abruzzese, tanto che Di Francesco confessa di sentire “tantissimo il sostengo della società in questo momento difficile”.

Meno appoggio invece avverte all’esterno di Trigoria: “Mi sembra di essere tornato a quando sono arrivato, ma ci sta, fa parte del nostro lavoro. Con la squadra dobbiamo andarci a riprendere quella fiducia che ci eravamo guadagnati, ma solo con prestazioni e atteggiamenti la possiamo ritrovare”.

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