Raffaella Del Rosario, la ex moglie di Giuliano Giuliani morto di Aids: “Al matrimonio di Maradona…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2018 12:23 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2018 12:23
Giuliano Giuliani aids

Giuliano Giuliani festeggia il secondo scudetto del Napoli

ROMA – Giuliano Giuliani, ex portiere del Napoli e vincitore con gli azzurri dello scudetto del 1990 e della Coppa Uefa del 1989, si ammalò di Aids nel 1992 per poi morire in un letto di ospedale quattro anni più tardi.

Giuliani venne a Napoli nel 1988 e fu chiamato a sostituire tra i pali Claudio Garella. Erano gli anni di Maradona. Ma erano anche gli anni degli eccessi, di feste con escort di lusso. Giuliani lasciò Napoli nel 1990. Giuliani concluse la sua carriera a Udine. Qualche anno dopo lasciò la moglie e una bambina.

Raffaella Del Rosario, ex moglie del portiere, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, si è lasciata andare ad uno sfogo durissimo nei confronti di amici ed ex compagni di squadra del suo ex marito. “Per lui la vita è terminata presto, ma altrettanta presto è stata dimenticata e questo non mi è sembrato giusto. È stato come se non fosse mai esistito”.

Nel 1992 un giornale comunicò la notizia della malattia di Giuliano Giuliani. In quegli anni la malattia comincia a diffondersi e si alimenta un clima di tensione e paura anche nel mondo del calcio. Qualche anno dopo, il 14 novembre del 1996, la notizia della sua morte nel reparto di malattie infettive all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

La ex moglie ricorda quei tragici momenti: “Giuliano è morto a soli 38 anni lasciando una bambina di nome Gessica che adesso ha 28 anni. Ci conoscemmo ad una festa nel 1987 e fu subito amore. Poi il matrimonio che durò dall’88 al 91 fin quando non mi confidò della sua malattia. Era più triste del solito, mi guardava, ma non parlava. Poi, di botto, senza mai fermarsi mi disse che aveva fatto delle analisi e che il responso era che aveva contratto il virus dell’Hiv e non aveva scampo. Fu una coltellata nel petto. Non riuscivo neppure a parlare. Ma dentro mi chiedevo: perché proprio a me? Ma come è potuto accadere, lui che non si era mai drogato, che era un atleta, che non amava la vita notturna? A voce bassa mi confidò che mi aveva tradita una volta. Una sola volta. Una scappatella, il 7 novembre 1989, al matrimonio di Maradona a Buenos Aires. Io non andai perché avevo appena partorito”.

Il matrimonio di Madarona fece molto parlare all’epoca. Squillo di lusso, festini, cocaina e champagne: “Per me furono 6 mesi di inferno perché dovetti sottopormi ai test”, continua la ex moglie. “Fortunatamente non ero stata contagiata, ma non potevo più stare con un uomo che mi aveva tradita. Così lo lasciai. Ma sono rimasta come unico sostegno di una vita che stava terminando. Anche quando seppi che stava molto male, in ospedale, andai di corsa da lui. Purtroppo non ebbi nemmeno il tempo di capire, di parlare coi medici: quella stessa sera Giuliano morì per una crisi polmonare, dovuta allo stato avanzato della malattia. Nessuno dei vecchi compagni di squadra si fece vivo, anche negli anni che seguirono. Nessuno ha avuto un pensiero per lui. Chiesi a Maradona e al presidente Ferlaino di organizzare una partita per ricordarlo, non risposero neppure. Come se Giuliano non ci fosse mai stato. Questa è la verità e la mia delusione nei confronti del mondo calcio”.