Razzismo: insulti a Wabara, indaga la Federbasket

Pubblicato il 8 Aprile 2011 21:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2011 21:23

ROMA – Dopo gli insulti razzisti si va vicino alle parolacce anche tra società di basket femminile. Due storiche squadre lombarde, Comense di Como e Geas di Sesto San Giovanni (Milano), divise dalla rivalità, ma ora anche dalle offese feroci e gli sputi di mercoledì sera ad Abiola Wabara, cestista della nazionale italiana, e di genitori nigeriani, che gioca per Sesto. L’atleta riceve la solidarietà del presidente del Coni Gianni Petrucci – ”Si facciano avanti e ci spieghino perche’ dicono queste cose” -, ma non inizialmente quella del patron della societa’ rivale.

Antonio Pennestrì, ex presidente di lungo corso della Ginnastica Comense, scrive in un comunicato sul sito del club: ”Se Wabara è stata insultata e sputacchiata è stato certamente un grave episodio di incivilta’ non ascrivibile alla Comense, ma altrettanto grave è stato il comportamento della giocatrice, che, evidentemente, non ha ancora capito come deve comportarsi un’atleta in tale occasione, e con ciò scadendo al livello di chi l’ha offesa”.

Tutto questo sotto il motto societario ‘I popoli forti non furo mai schiavi’. Pennestrì difende il pubblico di Como e ricorda l’aggressione a un tifoso della Comense da parte di sostenitori di Geas, sul quale la società avrebbe sorvolato, a suo dire a ragione. ”Farneticanti” sono le frasi del patron rivale secondo Mario Mazzoleni, presidente della formazione di Sesto, vanto della ex Stalingrado d’Italia (per il dominio elettorale comunista) quando con Mabel Bocchi dominava in Italia e in Europa. Mazzoleni si trattiene dal rispondere a tono, ”anche perchè domani c’è gara 3 (decisiva per le semifinali) e sono preoccupato per l’ordine pubblico”, ma dice chiaro che la gara avrebbe dovuto essere sospesa” e quanto accaduto stigmatizzato” in modo adeguato.

In serata un comunicato congiunto delle due societa’ contro il razzismo, che parla di ”fatti vergognosi”, sembra chiudere la polemica e invitare i tifosi a godersi la ‘bella’ in pace. Nel referto degli arbitri pare non ci fosse scritto nulla degli insulti razzisti e del resto, tanto che il giudice sportivo non ha preso provvedimenti. Cosa che ha spinto la Federbasket ad attivare la procura federale, che ha aperto un fascicolo. Sulla vicenda indaga anche la Digos di Como, che sta esaminando i filmati della partita di mercoledì. A quanto pare i razzisti erano tifosi del Como Calcio entrati nel palazzetto a partita iniziata da un pezzo.

”Dispiace che ancora avvengano questi episodi, ma piu’ che parlare si dovrebbe passare ai fatti, con sanzioni o sospensioni”, dice Carlton Myers, ex campione italiano di basket dalla pelle scura. Il razzismo ”non è soltanto un fenomeno inaccettabile, ma, soprattutto, un reato – dice il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna -. Ciò vale sempre, a maggior ragione dentro gli stadi o i palazzetti dello sport: il fatto che ingiurie di stampo razzista siano proferite in luoghi dove sono presenti molti bambini e ragazzi, oltre alla rilevanza penale, assume anche un carattere altamente diseducativo”.

Il Pd con la responsabile sport Paola Concia chiede l’intervento del Coni, la Lega Nord di Sesto chiede di fare come nel calcio, con la tessera del tifoso e dure punizioni.