Recuperi Serie A: vincono Torino e Benevento, pari Milan-Inter e Chievo-Sassuolo

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 23:50 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2018 23:50
Recuperi Serie A: vincono Torino e Benevento, pari Milan-Inter e Chievo-Sassuolo

Recuperi Serie A: vincono Torino e Benevento, pari Milan-Inter e Chievo-Sassuolo
(Foto Ansa)

ROMA – Nei recuperi di Serie A, pari tra Milan-Inter 0-0 e Chievo-Sassuolo 1-1, vittorie per Torino, 4-1 al Crotone, e Benevento, 3-0 al Verona.

Tris di Belotti, e il Torino affonda il Crotone

Ancora un poker per il Torino, che dopo Cagliari rifila quattro gol anche al Crotone. Al Grande Torino i granata si impongono 4-1 e centrano la seconda vittoria consecutiva, dopo quattro sconfitte, rilanciando le proprie ambizioni. Il settimo posto, l’ultimo disponibile per l’Europa League, è a cinque punti.

Quanto basta per tornare a sognare, anche se la qualità del nuovo modulo con la difesa a tre e Ljajic trequartista dove ancora superare l’esame di avversari più quotati. E sabato arriva l’Inter. Sarà quello il vero banco di prova per la squadra di Mazzarri, che ritrova i gol di capitan Belotti. Il ‘gallo’ è tornato ad alzare la cresta, e per ben tre volte, superando così l’asticella dei 50 gol con la maglia del Toro.

Un recupero importante, per il club e per la Nazionale, quello dell’attaccante, bravo a sfruttare tutte le occasioni concesse dai calabresi e ad accompagnare l’azione del gol di Iago Falque. Per la squadra di Zenga, che resta terzultimo mantenendo i due punti di vantaggio sul Verona sconfitto dal Benevento, le assenze erano troppe per sperare in un risultato diverso. Agli infortunati della vigilia Simic, Budimir, Nalini, e agli squalificati Capuano, Mandragora e Stoian, si è aggiunto Benali, uscito per infortunio al 16′ del primo tempo.

Un minuto fatale per i calabresi, che in un solo giro di lancetta hanno dovuto fare a meno de centrocampista, sostituito da Zanellato, e hanno anche perso il filo della partita, con l’1-0 di Belotti dopo un primo quarto d’ora senza particolari sussulti. Il raddoppio di Iago Falque, al 20′, e la doppietta di Belotti, bravo a deviare alle spalle di Cordaz una punizione di Ljajic al 36′, hanno chiuso la partita. Il Crotone ha provato a rimettersi in partita, ma a parte una traversa di Simy e una rete annullata per un giusto fuorigioco di Sampirisi, ha saputo creare davvero poche occasioni.

Il gol della bandiera, segnato da Faraoni in pieno recupero, è buono soltanto per il tabellino. La squadra di Zenga dovrà cercare i punti salvezza nelle ultime otto partite, le stesse che serviranno al Toro per tentare la scalata europea. I gol di Belotti e il recupero di Ljajic sono buoni segnali. Peccato per il giallo, evitabile, rimediato da Rincon, che salterà l’Inter. E per l’infortunio di Buongiorno, baby difensore che ha rimediato un brutto colpo al gomito al suo debutto in serie A.

Verona affonda a Benevento, Pecchia contestato

L’ultima ha la meglio sulla penultima in classifica. Al Vigorito il Benevento realizza la sua miglior prestazione stagionale, dominando dall’inizio alla fine l’incontro contro il Verona. Una prova d’orgoglio probabilmente inutile ai fini della salvezza, ormai quasi irraggiungibile, ma che rappresenta una boccata d’ossigeno per l’ambiente in una stagione trascorsa perennemente in fondo alla classifica.

Il modo migliore per prepararsi alla festa di sabato prossimo, quando il Benevento accoglierà la capolista Juventus. I sanniti mettono a segno tre gol con Letizia e Diabaté, autore della sua prima doppietta, ma il passivo per gli scaligeri poteva essere anche più pesante considerate le numerose occasioni sprecate dai giallorossi. Il Benevento sale dunque a tredici punti in classifica.

La salvezza resta lontanissima (tredici lunghezze di ritardo dalla Spal quartultima) e il risultato inguaia gli scaligeri da tempo in crisi di gioco e di risultati. Un inguardabile Verona, con Fabio Pecchia pesantemente contestato dal manipolo di ultras scaligeri giunti nel Sannio, che finisce per allontanarsi ancor più dalla zona salvezza. Il Benevento, volitivo dall’inizio, va in vantaggio con Letizia, che è bravo a battere Silvestri con un bel tiro dalla distanza. Iemmello e Diabatè sbagliano troppo davanti a Silvestri nel primo tempo e anche all’inizio del secondo.

L’ex attaccante del Sassuolo ribatte in rete una traversa interna colta da Diabatè, ma il replay gli toglie la soddisfazione del primo gol stagionale attribuendo al maliano la marcatura. Lo stesso Diabatè, finora mai a segno, esulta per la doppietta trasformando poco dopo uno splendido assist di Brignola.

Inesistente la squadra di Pecchia che non si è mai resa pericolosa tanto che il migliore in campo è stato il portiere. Per il Benevento sugli scudi il serbo Djuricic. Lo spettacolo festoso del pubblico giallorosso sugli spalti è stato rovinato dai cori razzisti dei tifosi scaligeri, in tutto un centinaio.

Chievo sciupa superiorità, bloccato da Sassuolo

Il Sassuolo, a Verona, in doppia inferiorità numerica pareggia al 50′ della ripresa e scatena la stizzita contestazione del pubblico del Chievo. Gialloblu in vantaggio grazie all’acuto di Giaccherini che capitalizza al meglio uno svarione difensivo di Lirola, rete dell’insperato pareggio emiliano che porta la firma di Cassata, palla gettata nel mezzo dell’area di casa nessuno la tocca e pallone che si insacca alle spalle di Sorrentino.

Il Chievo getta alle ortiche una ghiotta possibilità di mettere un credito importante sulla salvezza, il Sassuolo dimostra di essere in salute anche se alcune scelte di Iachini, togliere Babacar unico in grado di tenere palla alta, mettono in difficoltà i neroverdi. Pareggio, tuttavia, anche se maturato in circostanze particolari che rispecchia i valori in campo. Perché il Sassuolo che sembrava tenere bene il campo, rischia di pagare a caro prezzo una dabbenaggine di Adjapong che interviene maldestramente su Sorrentino. Tagliavento decide per il giallo, poi richiamato dal Var e valutando il replay decide di estrarre il rosso.

Pur in inferiorità numerica il Sassuolo non corre pericoli e il Chievo non costruisce nemmeno un’occasione da gol. Nella ripresa ancora Var protagonista. Cassata mette in mezzo un pallone dalla destra, Gamberini la prende con la spalla, Tagliavento prima assegna il penalty, poi assistito ancora dalla tecnologia torna sui suoi passi. Maran prova a cambiare le carte, fuori un impalpabile Stepinski dentro Pellissier, quindi opta per la fantasia di Birsa togliendo Hetemaj.

Ma il Chievo non sembra cambiare marcia. Gli da’ in un certo senso una mano Iachini perché toglie Babacar, l’attaccante in grado di tenere alto il Sassuolo. Gli emiliani si abbassano e arrivano le opportunità per il Chievo. Giaccherini sembra nuovamente togliere le castagne dal fuoco per il Chievo.

L’errore di Lirola è evidente, ma l’ex nazionale azzurro piazza molto bene la palla sul palo lontano. Il Sassuolo non sembra in grado di rialzarsi anche perché capitan Magnanelli si vede sventolare il secondo giallo. Impresa che in dieci sembrava improba, in nova addirittura disperata. Ma il Chievo pecca di lucidità e concede l’opportunità del pareggio. Casuale nello svolgimento, giusto alla luce dei fatti.

Milan-Inter 0-0. Spalletti: “Ora siamo forti”, Gattuso: “Continuiamo a lottare”

Luciano Spalletti non ha ancora ipotecato un posto in Champions, ma il pareggio senza reti nel derby gli dà nuove certezze. “L’Inter ha dimostrato di sapere dove vuole andare: è fondamentale, il risultato viene dopo”, ha notato l’allenatore nerazzurro, secondo cui la sua squadra ora “è ancora meglio di inizio stagione: nei primi mesi sono stati molto critico, anche quando vincevamo non giocavamo benissimo. Adesso invece riconosco una Inter forte e sono fiducioso per il futuro”.

Pesa l’errore di Icardi, che nel finale ha graziato il Milan, ma Spalletti non si scompone. “Può capitare: come a volte ha segnato gol impossibili per uno normale, questa volta ne ha sbagliato uno normale. Dispiace perché portare a casa tre punti avrebbe significato tanto” ha spiegato l’allenatore, che nel finale ha avuto qualcosa da dire ad arbitro e quarto uomo. “Li avrei voluti baciare, mi garbano molto – ha tagliato corto scherzando -. Non me ne frega niente di chi ha meritato, del fuorigioco di un centimetro, quando era stato detto che due centimetri non contano. Dobbiamo continuare così, solo con più cattiveria, altrimenti si rifà il discorso se abbiamo tecnica o no, e succede il pandemonio dell’altra volta”.

Nei calcoli di Rino Gattuso “è un punto guadagnato per il Milan, perché l’Inter meritava di più, e noi più di una volta abbiamo rischiato di prendere gol”. A 8 giornate dal termine, con 8 punti di ritardo dal quarto posto occupato dai nerazzurri, il ritorno in Champions si allontana ma l’allenatore rossonero non si rassegna:

“Fin quando c’è speranza bisogna lottare, comunque l’obiettivo è andare in Europa League, con il sesto o il settimo posto. Come merito io la riconferma, la meritano i giocatori, e siccome ancora ci stiamo giocando qualcosa di importante non dobbiamo mollare”, ha spiegato Gattuso, rivelando che in attacco aveva un’alternativa in meno: “Prima di pranzo è venuto a mancare il nonno di André Silva e non me la sono sentita di mandarlo in campo”.

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