Renzo Ulivieri contro Salvini: “Negli stadi riflesso dello slogan ‘prima gli italiani'”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Dicembre 2018 16:06 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2018 16:06
Renzo Ulivieri contro Salvini: ""Negli stadi riflesso dello slogan 'prima gli italiani'" (foto Ansa)

Renzo Ulivieri contro Salvini: “”Negli stadi riflesso dello slogan ‘prima gli italiani'” (foto Ansa)

ROMA – “Fascia di capitano ai giocatori di colore? Si può anche fare, però se alla base c’è un concetto espresso negli ultimi tempi in cui si dice ‘prima agli italiani’ sono cose che restano lì. Nello stadio si riflette il clima del paese, e si amplifica, e quindi non è da meravigliarsi. Questa iniziativa si può anche fare, ma servirebbe un cambiamento di cultura”. Dai microfoni dell’emittente Radio Crc il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri interviene nel dibattito sul caso Koulibaly e il razzismo negli stadi e degli scontri avvenuti prima della partita Inter-Napoli.

“Chi si fa sentire tutti i giorni, cambi pensiero – dice ancora Ulivieri -. Se il pensiero non cambia, si continuerà così. Se chi parla davanti ai microfoni parla così, la gente gli va dietro. Io sto parlando di fatti e non di cose. Questo ‘prima gli italiani’ non mi garba, mi sono sempre sentito cittadino del mondo”.

Cosa pensa Ulivieri delle parole di Allegri? “Lui e Ancelotti hanno parlato di due problemi diversi – risponde -. Non sono allenatori in contrapposizione. Ognuno ha affrontato i propri problemi e l’ha fatto in maniera giusta. Allegri non ha sentito i cori? Se non li ha sentiti vuol dire che è vero. È una persona perbene. Quando uno è lì, guarda la partita”.

“Io condivido quello che ha detto Allegri, che bisogna raffreddare le cose – dice ancora Ulivieri -, e quello che dice Ancelotti, ovvero che bisognerebbe fermarsi. Oggi curve a lutto? Credo che di fronte alla morte ci voglia rispetto sempre. È una persona che avrà fatto i suoi errori, ma ci vuole rispetto per tutti. Inter- Napoli doveva essere sospesa? La decisione spetta a chi è responsabile dell’ordine pubblico. Ci sono delle norme dello Stato e a queste bisogna attenersi. Ci sono autorità superiori all’arbitro che decidono”.