Repubblica: “De Rossi, Manolas, Dzeko e Kolarov a dicembre chiesero la testa di Totti, Di Francesco e Monchi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 maggio 2019 10:04 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2019 11:47
Repubblica: "De Rossi, Manolas, Dzeko e Kolarov a dicembre chiesero la testa di Totti, Di Francesco e Monchi"

Repubblica: “De Rossi, Manolas, Dzeko e Kolarov a dicembre chiesero la testa di Totti, Di Francesco e Monchi”

ROMA – Edin Dzeko, Kostas Manolas, Alexander Kolarov e Daniele De Rossi, i quattro senatori dello spogliatoio della Roma, chiesero nel dicembre del 2018 di far saltare l’allenatore di allora Eusebio Di Francesco, il ds Monchi e, soprattutto, chiesero la testa anche di Francesco Totti. A pubblicare i contenuti di questa mail interna della società giallorossa è “Repubblica”. L’articolo è firmato Carlo Bonini e Marco Mensurati. Il documento è datato 16 dicembre 2018. Ma l’articolo non cita soltanto questo documento interno. L’articolo di Carlo Bonini e Marco Mensurati racconta anche i retroscena di una stagione disastrosa e costellata dai rapporti avvelenati tra calciatori, dirigenti e allenatore.

Secondo il quotidiano tutto inizia quest’estate quando la Roma decide di comprare Nzonzi.

“De Rossi – si legge sull’articolo di Repubblica – ritiene quell’acquisto un avviso di sfratto, considerando il francese un suo doppione. E – come raccontano tre diverse fonti – chiede, anche attraverso il suo agente, la rescissione del contratto. Affronta personalmente la dirigenza e in un momento di collera avvisa: ‘Se non risolviamo la cosa, vi faccio arrivare decimi’. Non è un grande inizio. Lo strappo viene ricucito. Ma quello scricchiolio è il prologo di quanto accadrà nell’arco di soli quattro mesi”.

5 x 1000

“La prima parte della stagione della Roma è segnata, scrive “Repubblica” dalle “rimonte inspiegabili del Chievo all’Olimpico e del Cagliari alla Sardegna Arena. La tengono a galla la vittoria nel derby e la qualificazione agli ottavi di Champions. Ma qualcosa si è rotto”.

Il 16 dicembre è il giorno in cui il preparatore atletico Ed Lippie, uomo di fiudicia di James Pallotta, scrive sempre il quotidiano, decide di scrivere la mail citata da Repubblica. Quattro giorni prima la Roma ha perso con il Viktoria Plzen in Champions. La classifica in campionato è già compromessa.

“Nel documento, datato 16 dicembre 2018, un uomo di fiducia di James Pallotta – spiega “Repubblica” – racconta al suo presidente di come lo spogliatoio o almeno parte di esso chieda alla proprietà di far cadere tre teste: quella dell’allenatore Eusebio Di Francesco, quella del direttore sportivo Monchi, e quella dell’ottavo Re di Roma, Francesco Totti”.

I senatori “ritengono il gioco di Di Francesco dissennato, dispendioso sul piano della corsa ma misero su quello della tattica. Lamentano l’indebolimento della squadra. Il tecnico – dicono da Roma – è in preda alla nevrosi dovuta al rammarico di aver accettato da Monchi un mercato inadatto al suo 4-3-3”.

Il ds spagnolo viene visto dai calciatori “come un narcisista che ha riempito la squadra di giocatori per i quali vincere o perdere è la stessa cosa. Gli rimproverano doppiezza nei rapporti, insofferenza nei confronti dei giocatori di seconda fascia, capacità manipolatorie nelle informazioni in uscita da Trigoria e un mercato che non è passato attraverso una corretta due diligence”.

Ma chi sono le fonti di Ed Lippie?  Sono il medico sociale Riccardo Del Vescovo e il fisioterapista Damiano Stefanini. Ed Lippie, in particolare, “indica nella mail Del Vescovo come il più convinto che la Roma debba essere detottizzata”. 

Ma la mail non resta segreta.

Monchi, Totti e l’intera struttura societaria, a partire dall’allora dg Mauro Baldissoni e dal media strategist di allora Guido Fienga, vengono informati della mail. Monchi, venuto a conoscenza della mail, rassegna le dimissioni. Dimissioni che vengono respinte.

La società a questo punto però chiede a Monchi un piano B. Piano B che Monchi non presenterà mai. Anzi, il ds spagnolo si lega al destino dell’allenatore: “Se va via Di Francesco vado via anch’io”.

Si tira avanti fino al ko di Champions quando vengono accompagnati alla porta, insieme a Di Francesco e Monchi anche Del Vescovo e Stefanini. Anche la società a livello dirigenziale viene riorganizzata.

Pallotta “e i suoi soci fanno la sola cosa nella loro disponibilità. Ridistribuiscono le deleghe e nominano ceo Guido Fienga un uomo con una lunga esperienza in finanza. A Baldissoni va la vice presidenza”.

“I senatori – scrive “Repubblica” – si convincono che la pulizia abbia un mandante: Francesco Totti. E tra lui e De Rossi scende un gelo che durerà fino alla fine”.  Fino al mancato rinnovo e all’addio di De Rossi. 

Il Corriere dello Sport scrive che De Rossi è rimasto “sconcertato da quanto pubblicato” e sarebbe pronto ad azioni legali contro gli estensori dell’articolo. Al contrario il club non ha voluto commentare l’articolo stesso.

Fonte: La Repubblica e Corriere dello Sport.