Riccardo Albini, intervista all’inventore del Fantacalcio: “Se fossi nato nella Silicon Valley, sarei miliardario…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2018 17:13 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2018 17:14
Riccardo Albini, intervista all'inventore del Fantacalcio: "Se fossi nato nella Silicon Valley, sarei miliardario..."

Riccardo Albini, intervista all’inventore del Fantacalcio: “Se fossi nato nella Silicon Valley, sarei miliardario…”

MILANO – Riccardo Albini è l’inventore del Fantacalcio, il gioco sullo sport più amato dagli italiani che coinvolge milioni di persone ogni weekend. Per vincere bisogna acquistare all’asta i calciatori che poi la domenica fanno la differenza tra gol segnati (nel caso dei giocatori di movimento) e rigori parati (nel caso dei portieri). Ma come e perché è nato il fantacalcio? Lo spiega lo stesso Riccardo Albini in una intervista esclusiva rilasciata a Lorenzo Giarelli per il “Fatto Quotidiano”.

“Io all’ epoca lavoravo per una rivista, Videogiochi. Andavo due volte all’ anno negli Usa insieme ai miei soci Alberto Rossetti e Benedetta Terrani e in uno di questi viaggi trovai un libro sul Fantasy football e uno sul Fantasy baseball. Me li portai in Italia e pensai a come creare qualcosa di simile per il calcio. La prima lega di fantacalcio fu tra le otto squadre che poi sono diventate il gruppo storico di un campionato che dura ancora oggi, dopo 30 anni: io, il mio socio Alberto e alcuni dei frequentatori del bar Goccia d’ oro a Milano, tutti cooptati dal gestore.

All’ epoca usavamo i pizzini per giocare: al sabato scrivevamo la formazione su un pezzetto di carta e la consegnavamo al barista. Sì, proseguimmo subito con il campionato 88/89 di Serie A. Alla prima asta ci scannammo per Maradona: fu comprato a 99 fantamilioni su 300 a disposizione. Record battuto l’ anno dopo da Van Basten, 101, il primo ad andare in tripla cifra. Nel 1990 scrivo un libro, Serie A-Fantacalcio, che inizia a girare parecchio.

Propongo il gioco alla Gazzetta dello sport, ma mi dicono che non hanno le tecnologie per gestire una lega nazionale. Mi hanno ricontattato nel ’94, quando erano pronti per partire. Sviluppai un regolamento ad hoc e lanciammo il campionato, che ebbe un successo incredibile: si aspettavano 10/15mila iscritti, ce ne furono 70mila.

No, andammo avanti fino al ’99, poi vendemmo la società e da lì in poi non abbiamo più avuto a che fare con loro. Lei ha inventato un gioco amato in tutta Italia. Come minimo sarà milionario Ma figuriamoci.

Oggi tutti quelli che scoprono che sono l’ inventore del fantacalcio si aspettano che lo sia, ma la realtà è che – soprattutto all’ epoca – era difficile proteggere un’ idea del genere, che si basa sui voti di altri e sul rendimento dei giocatori. Magari se fossi stato nella Silicon Valley sarei diventato miliardario”.

Non solo fantacalcio, ecco chi è Riccardo Albini

Nel 1982 ha fondato la prima rivista italiana dedicata ai videogames, Videogiochi. Negli anni successivi produce anche la rivista K. È considerato l’inventore del fantacalcio, da lui creato nel 1988 sulla base di un fantasy sport americano basato sul baseball. Nel 1990 ha pubblicato il libro Serie A-Fantacalcio, con le Edizioni Studio-Vit.

Nel 1994 il gioco da lui lanciato raggiunge la popolarità in tutta Italia grazie alla collaborazione con La Gazzetta dello Sport. Attualmente è editore della rivista mensile Logic Art, dedicata alle immagini logiche. A partire dal 10 maggio 2005 ha diffuso in Italia il Sudoku (che aveva conosciuto in diversi viaggi negli Stati Uniti all’inizio degli anni 2000) pubblicandone i primi schemi sul quotidiano genovese Il Secolo XIX (da Wikipedia)

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