Roberto Baggio: “Rigore Italia-Brasile mi tormenta da 25 anni…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Ottobre 2019 19:23 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2019 19:23
Roberto Baggio rigore Italia Brasile ancora mi tormenta dopo 25 anni

Roberto Baggio nella foto Ansa

ROMA – A poche ore dalla partita della Nazionale Italiana contro la Grecia, decisiva per la qualificazione ad Euro 2020, Roberto Baggio è stato intervistato dal direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Monti sul palco del Teatro Sociale durante il Festival di Trento.

Baggio ha parlato del suo passato glorioso in Nazionale svelando un retroscena significativo sul suo rigore sbagliato nella finalissima Mondiale del 1994: “Il tiro dal dischetto contro il Brasile mi tormenta ancora dopo 25 anni. Ci penso sempre…”. 

“Per una volta farò la figura del presuntuoso: avrei meritato di essere convocato a quel Mondiale del 2002 da Trapattoni perché stavo attraversando un ottimo periodo di forma. È stata una delusione profonda, simile a quella di Pasadena del rigore sbagliato nella finale contro il Brasile, forse anche per questo ora vivo lontano dal calcio.

Perché in me c’era tanta voglia di rivincita proprio dopo quel rigore sparato alto. Non ne ho mai tirato uno così in vita mia, forse uno alto, ma non così tanto sopra la traversa. A volte ancora prima di andare a dormire ci ripenso”.

Roberto Baggio ha parlato, tra le altre cose, degli allenatori che ha avuto nel corso della sua carriera da calciatore: “Ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi tecnici, poi a volte i rapporti si sono incrinati per qualche piccolo screzio.

Forse perché la gente mi voleva bene, c’era sempre tanto affetto intorno a me, e se giocavo bene parlavano di me, e se non giocavo criticavano perché non mi facevano giocare. Non so, forse era questo.

Ma io non ho mai fatto niente per mettermi davanti agli altri, figuriamoci davanti a un allenatore. Ho sempre cercato di fare del mio meglio per la squadra. Carlo Mazzone è stato il mio maestro. Mi ha insegnato la semplicità, requisito che già avevo in me e forse per questo siamo entrati subito in sintonia” (fonte: intervista di Andrea Monti a Roberto Baggio per La Gazzetta dello Sport).