Roma-Barcellona, Juan Jesus ricorda discorso motivazionale di De Rossi: “Stasera facciamo la storia”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 11 Aprile 2020 16:16 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 16:16
Roma-Barcellona, Juan Jesus ricorda discorso motivazionale di De Rossi: "Stasera facciamo la storia"

Roma-Barcellona, Juan Jesus ricorda discorso motivazionale di De Rossi: “Stasera facciamo la storia” (foto Ansa)

ROMA – Due anni fa la Roma compì una delle imprese più grandi nella storia della Champions League. 

I giallorossi dovevano ribaltare la sconfitta per 4 a 1 della gara di andata per eliminare il Barcellona e per qualificarsi alle semifinali di Champions League.

Si trattava di una impresa (quasi) impossibile perché il Barcellona era una delle squadre più forti del mondo e perché andava battuto con tre gol di scarto

Ma la Roma c’è riuscita con una difesa di ferro e con un tre a zero firmato da Dzeko, De Rossi e Manolas.

Poi la corsa dei giallorossi si è fermata, per un pelo e per qualche errore arbitrale di troppo, in semifinale contro il Liverpool.

A ricordare quella serata magica, ci ha pensato Juan Jesus con questo lungo post pubblicato su Instagram.

“È il 10 aprile 2018. Mi chiamo Juan Jesus, e mi trovo a Roma nello spogliatoio della squadra della Capitale. Manca poco più di un’ora all’inizio della partita contro il Barcellona.

All’andata abbiamo perso 4-1. Siamo già fuori. Eppure mi guardo intorno e vedo qualcosa di strano, sento qualcosa nell’aria. I miei compagni mi passano davanti mentre si preparano. 

Nei loro occhi noto una scintilla. Nei miei c’è la voglia incredibile di affrontare lui, Leo Messi. Eh si, perché tra tutti i compiti che ti possono assegnare in un quarto di finale di Champions League a me tocca questo.

Mister Di Francesco è stato chiaro: ‘Juan tu devi pressare e chiudere chiunque arrivi nella tua zona’. Già, e sapete chi gira da quelle parti? Esatto, lui. Ci penso ma non ho paura.

Cioè, un po’ di timore sì. Penso sia normale, ma ci rifletto mentre mi metto i parastinchi. Mi dico: se va male è perchè lui è il più forte di tutti, ma c’è anche l’altra possibilità amici miei!

L’altra faccia del pallone. L’altro 50%. E intanto sento i tifosi cuori che caricano.

Eh sì, c’è un’altra possibilità: se va bene, io posso aiutare i miei compagni, posso fare la mia parte e diventare quello che lo ha fermato. Ecco la mia occasione.

Non sono uno che segna tanto, non spetterà a me esultare pazzo di gioia e diventare l’uomo copertina. Lo so, i titoli saranno per Edin, per Lele o altri così.

Io ho scelto un’altra vita. Quella di chi sta dietro e combatte in silenzio. Ma anche noi siamo importanti e oggi dobbiamo mettere il nostro mattone. Ci credo, lo dico, lo voglio dire a tutti, mi viene da urlare.

Mi giro e di fianco a me si sta cambiando (se ci penso ora mi vengono i brividi) Manolas che forse capisce quello che sto immaginando e telepaticamente mi fa: “Passiamo noi”.

 Quando si dice l’unione fa la forza. Lo sussurriamo piano, ma cominciamo a realizzarlo. Alziamo il volume. Poi arriva lui, Daniele De Rossi. È il momento del discorso del Capitano.

Tutti zitti. Risuona il suo classico timbro del coraggio. Ha gli occhi di chi non ha dormito. La sente. Gli armadietti con all’interno i nostri vestiti appesi, di botto tremano.

È Lele che ci sta caricando a modo suo. Ma soprattutto dice 4 parole magiche che mi trafiggono: “MI FIDO DI VOI”. E chiude il discorso urlando: “Stasera facciamo la storia!”.

Ragazzi pensateci bene. Se doveste andare in guerra, chi vorreste di fianco a urlare con voi? De Rossi. E noi lo avevamo”.