Calcio Roma, disciplinare: 9 mila euro di multa alla Sensi per le frasi dopo Brescia-Roma

Pubblicato il 25 Ottobre 2010 19:42 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2010 20:46

La Commissione Disciplinare Nazionale, presieduta dal professor Claudio Franchini, si era riunita oggi per decidere sul deferimento a carico della Sensi, chiesto dalla Procura federale «per aver espresso, nel corso di dichiarazioni pubblicate da organi di informazione, giudizi e rilievi lesivi della reputazione della classe arbitrale, in particolare di Carmine Russo, arbitro della gara Brescia-Roma, disputatasi il 22 settembre scorso, e delle Istituzioni Federali nel loro complesso, nonchè per aver adombrato dubbi sull’imparzialità e sulla buona fede degli ufficiali di gara e sulla regolarità del campionato a causa dell’operato degli arbitri».

La Sensi, affiancata dal legale Antonio Conte, si è difesa chiedendo il proscioglimento da ogni addebito e rilevando, da una parte, che alla base delle dichiarazioni vi sarebbe stato un «fatto storico vero e incontestato», cioè «clamorosi errori arbitrali» e, dall’altra, che le frasi si sarebbero concretizzate in «epiteti coloriti», espressi «a caldo», mai trascesi in offese o ingiurie.

L’ammenda di 9 mila euro (la Procura aveva chiesto 15 mila euro di multa) è stata inflitta alla Sensi e alla Roma poichè la Commissione ha considerato le parole del presidente giallorosso oltre i limiti del «lecito diritto di critica, risolvendosi in una forma di denigrazione nei confronti della classe arbitrale e di tesserati e delle Istituzioni Federali, nonchè in una accusa di parzialità».

«A nulla rileva che il comportamento in questione sia stato causato da una o più decisioni arbitrali ritenute ingiuste – si legge nel comunicato della Disciplinare -, posto che, in ogni caso, i tesserati sono tenuti a una condotta conforme ai principi sportivi della lealtà, della probità e della rettitudine, nonchà della correttezza morale e materiale in ogni rapporto di natura agonistica, economica e sociale. Deve conseguentemente affermarsi la responsabilità della Sensi, alla quale segue quella diretta della Società di appartenenza».